Soliera, Maria Antonietta canta la vita straordinaria di “ragazze imperdonabili”
SOLIERA. Cosa accomuna Cristina Campo, Etty Hillesum, Antonia Pozzi, Emily Dickinson, Sylvia Plath, Marina Cvetaeva e Giovanna d’Arco?. Sicuramente una fine tragica in giovane età, ma anche molto di più. A tracciare un trait d'union tra le loro esistenze è stata Maria Antonietta, nome d'arte della cantautrice pesarese Letizia Cesarini, protagonista del reading concerto che stasera si terrà al Nuovo Cinema Teatro Italia di Soliera, in un reading concerto basato sul suo primo libro edito da Rizzoli "Sette ragazze imperdonabili". Sono passati anni, in alcuni casi secoli dalla loro scomparsa, ma sono ancora imperdonabili.
Cos’hanno fatto di così tremendo queste sette donne?
«Sono state troppo fedeli a loro stesse. Emily, Marina, Cristina, Etty, Antonia, Sylvia e Giovanna non si sono ammorbidite, non si sono piegate a nessuno stereotipo, non si sono conformate a nessun cliché, soprattutto a quelli che riguardavano le donne nelle epoche in cui sono vissute. Non hanno compiaciuto nessuna aspettativa, di essere mogli, di essere madri, di svolgere attività ritenute più femminili. Sono state per lo più impazienti. Sono state radicali e poco accomodanti. Sono state tremendamente oneste, hanno fatto scelte per le quali non è possibile non entrare in empatia con loro, ma in certi casi, soprattutto riguardo al tempo in cui vivevano, risultano molto antipatiche. Ognuna di loro ha condotto con onestà e determinazione la propria ricerca, molto spesso da sole, in solitudine».
Come mai ha scelto proprio loro?
«Credo che sia fondamentale rendere omaggio ai propri maestri. E loro sono state le mie maestre. Sono una grande appassionata di letteratura, di poesia, ho letto tutto quello che le riguarda e più mi addentravo dentro i loro scritti, i loro diari, le loro lettere, più i confini tra me e queste ragazze si sono fatti sempre più labili, fino a scomparire, facendole diventare per me come sorelle maggiori. E a volte mi sono trovata a dire: “Ma questa sono io!” leggendo i fatti che accadevano loro. E come sorelle maggiori mi hanno molto influenzata».
In che modo?
«Mi hanno insegnato a non sentire l'obbligo di ammorbidire il mio carattere per sottostare a regole sociali che non sento mie. A non censurarmi. A tenermi in considerazione, ad avere fiducia in me stessa, a perseguire i miei sogni e a realizzare i miei desideri anche se sono tanti e ad alcuni possono sembrare cose fuori dall'ordinario. Ma anche ad accettare la mia poliedricità e il conflitto che le varie personalità che ho dentro di me, si portano inevitabilmente dietro. Mi hanno insegnato ad essere forte e a scoprire risorse interiori che non credevo neanche di avere. Da un punto di vista lavorativo mi hanno insegnato che non necessito di un pubblico per provare la validità del mio lavoro».
In cosa consisterà lo spettacolo di stasera?
«Ci saranno letture di brani del mio libro in cui risuona l’eco delle loro voci, che ancora oggi ci arriva, come la luce di una stella che in realtà si è spenta anni e anni fa, ma che continua ad illuminare il nostro presente. Poi ci sono le canzoni che ho scritto e musicato io che faranno da ponte tra i brani e la mia voce diventerà la loro». —
M.V.M.
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