Elisa, la prima a lanciarlo: «Via il reggiseno per Rewind: lanciai una moda d’istinto»
Elisa sfoderò il topless dal prato del Dall’Ara nel 2008 «Quel pezzo un orgasmo rock» Non c’erano i social ma il gesto finì nel video e diventò virale
MILANO. «Voleva solo essere un gesto rock, un modo per dire “amo la vita e la amo più di tutti”. Ecco, se devo pensare a un frame che racchiuda la mia idea di libertà e gioventù l’istante è sicuramente quello».
Un gesto rock. D’istinto e passione. Con le mani che corrono più veloci della testa – trascinate dalla potenza dei decibel – e il reggiseno che in un attimo vola verso il cielo al ritmo di «La La La La La Fammi godere». Un gesto rock, per ritrovarsi catapultata nella storia di Vasco Rossi. Elisa Del Mese, 32 anni, una laurea in Lettere e impieghi vari tra televisione ed editoria, «nata fan» per definizione e domani sera a San Siro al suo trentesimo concerto del Blasco, ricorda con un sorriso il suo lampo di sana follia, il «Big bang» che a distanza di anni avrebbe generato una sorta di rito collettivo.
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Era il 19 settembre del 2008. Vasco giocava in casa, con un concerto allo stadio Dall’Ara di Bologna. Ed Elisa è lì, con la sorella. Le solite ore di fila sotto il sole, la corsa verso le file anteriori, l’attesa dell’inizio, la chiacchiere con gli amici improvvisati. Chiacchiere anche non disinteressate, perché la strategia è chiara: trovare un ragazzo, meglio se alto e prestante, disponibile a prenderla sulle spalle durante il brano “Rewind”. «Sì, quello era il pezzo più atteso. La consuetudine, già consolidata, era quella di togliersi la maglietta e rimanere in reggiseno a ballare».
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Ma quella sera la bionda romana fa qualcosa in più. «Sì, mi sono tolta anche il reggiseno e sono rimasta in topless: non lo aveva ancora fatto nessuno. E allora ho voluto farlo io. La reazione della gente intorno è stata pazzesca, come se tutti avessero voluto farlo prima o poi: è iniziata una specie di controconcerto, con il pubblico che guardava me e non il palco. Ho capito che qualcosa stava accadendo».
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Non esistevano i social all’epoca, niente foto diventata virale e niente stories quindi. Ma tanto passaparola. Quello che Elisa non sapeva era che in quella serata stavano registrando il dvd ufficiale del tour. Dopo l’ultima canzone proprio un conoscente del regista chiede i contatti ad Elisa e l’avvisa della presenza delle telecamere. Un mesetto dopo riceve la telefonata: un cameraman aveva immortalato la scena, sarebbe finita nel video.
«Sul momento è stato panico totale: avevo 21 anni, a mente fredda temevo che quelle immagini potessero danneggiare la mia reputazione. Non ero pentita, ma non avevo idea delle possibili conseguenze». La biondina in topless diventa così il simbolo di “Rewind”. I fan storici di Vasco la riconoscono nei concerti successivi. Le danno l’onore dei primissimi posti. Le scrivono messaggi, l’ultimo poche settimane fa. E, soprattutto, sono sempre di più le ragazze nel pubblico che la imitano. Di tappa in tappa la moda dilaga, “Rewind” non è più solo il pezzo della maglietta tolta e del reggiseno – quasi sempre quello di scorta – lanciato verso il rocker. “Rewind” diventa qualcosa di più: un atto di amore a pelle nuda nei confronti di Vasco, un elogio al godimento. E lo sanno bene le fan che hanno partecipato al “Flash mob” al Modena Park del 2017, quando in migliaia si sono organizzate per spogliarsi all’unisono.
«È un orgasmo rock, credo non ci sia descrizione migliore per spiegarlo», aggiunge Elisa. La quale però quel gesto non lo ha mai più ripetuto. «È vero. Canto, urlo, rimango in reggiseno. Però no, non sono mai più andata oltre. Forse per rispetto nei confronti di quella prima volta, che per me rimane qualcosa di leggendario. Qualcosa da non replicare, per mantenere integre sensazioni uniche incollate a me». —
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