Per Vasco a San Siro un palco grande come il Colosseo «La musica per scappare dalla gente cattiva»
Stasera il primo dei sei concerti a San Siro per un totale di circa 400 mila spettatori: «In Italia malessere e rabbia, basta alimentare la paura delle persone»
MODENA. Per le sei notti ruggenti a San Siro si è fatto costruire un palco grande quanto il Colosseo, alto come un palazzo di 11 piani, con nove schermi rotanti e ghirigori elettronici che folleggiano dovunque sopra le riprese. Parte stasera con Vasco Rossi il residency dei record in uno stadio, s’immagina che alla fine saranno circa 400 mila accoliti. I biglietti sono finiti in un amen, dicono nell’entourage che avrebbe tranquillamente collezionato altri due esauriti, se non ci fosse Cagliari che aspetta già in fibrillazione le serate del 18 e 19. Non c’è però nessun trionfalismo, nessuna spocchia in questo figlio di Zocca che più colleziona record e più la prende bassa e qui nella sala dello stadio milanese, racconta quietamente a un pugno di giornalisti come ha costruito il concerto, mettendo in fila canzoni che somigliano al periodo che viviamo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:tempo-libero:1.32976217:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/tempo-libero/2019/05/27/news/la-tribu-del-blasco-canta-con-il-suo-idolo-il-tour-deve-ancora-partire-ma-e-gia-delirio-1.32976217]]
A Vasco piace spiegare quel che gli bolle, o gli è bollito, in testa. È un tempo disperato e si parte infatti cantando di disperazione, con Qui si fa la storia: «Il motivo per il quale faccio concerti è che la musica consola. Quando sono sul palco ti puoi fidare di me, stasera con la musica e il rock scappiamo fuori da questo mondo pieno di gente cattiva: Spinoza diceva che il potere ha bisogno di tristezza, noi invece siamo qui per portare un po’ di gioia. In Italia c’è malessere, rabbia, guerra tra poveri, c’è gente che alimenta la paura delle persone. Il fenomeno dell’immigrazione si doveva capirlo tanti anni fa, per gestirlo senza perdere umanità».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:tempo-libero:1.33259740:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/tempo-libero/2019/06/01/news/elisa-la-prima-a-lanciarlo-via-il-reggiseno-per-rewind-lanciai-una-moda-d-istinto-1.33259740]]
Per tutta la lunga conversazione continuerà a riferirsi allo stato infelice del presente, naturalmente senza mai fare nomi di colpevoli di tanta infelicità. Però alla fine Vasco eromperà in una inequivocabile intemerata sulla questione della cannabis testé proibita – ma la sentenza è ancora tutta da leggere – dalla Cassazione: «È una vergogna! La cannabis light è legale, i pregiudizi sono stati inventati negli Anni Venti negli Usa con il lavoro di chi aveva in mano il mercato dell’alcol. La cannabis dev’essere legale, le altre droghe no!».
Lo storico, preparatissimo, Rossi tiene sempre a precisare il lavoro della scaletta, che ogni volta comprende canzoni e suoni adatti all’umore del momento: «Quest’anno il concerto è duro e puro: i tempi sono duri, io sono puro»; una specie di trasfigurazione dell’uomo nel momento in cui diventa artista e trascende la propria persona: «In generale, la musica porta fuori dalla condizione umana. Siamo molto punk-rock, questa volta». Pezzi vissuti, adatti all’atmosfera: «Mi si escludeva è ispirata a ciò che ho vissuto sulla mia pelle, La verità è la mia ultima canzone, canto che i politici e tutti dicono cose non vere con la faccia tranquilla, e nessuno fa obiezione». Il record dei sei concerti lo stupisce: «Questo entusiasmo è incredibile, appena annuncio i concerti corrono tutti a comprare i biglietti: ma far concerti per me è il modo per restare lucido e sano».
Non sarà un caso che ogni santo giorno dedichi tre ore all’allenamento, fra corsa ginnastica e yoga: che sta bene si vede dalla faccia, dalla pelle, da quel guizzo di simpatia che si lascia sempre sfuggire, da buon emiliano. Escono indiscrezioni in sala sui suoi party del sabato sera in casa, nei lunghi soggiorni a Los Angeles: «Invito sempre gli amici, mangiamo beviamo ci divertiamo. Però mi piace andare a letto a mezzanotte e mezza per alzarmi presto, quindi finiamo presto». Tempus fugit.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.33257012:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2019/05/31/fotogalleria/accampati-a-san-siro-in-attesa-di-vasco-non-stop-live-2019-1.33257012]]
Che cos’è per Vasco il successo? «È la conferma che quel che stai facendo è giusto. La celebrità invece dopo un po’è fastidiosa, divento isterico e per questo vado a Los Angeles. Le soddisfazioni non hanno mai cambiato il mio carattere, sono sempre uguale. A volte dico: “Sono qui in rappresentanza del mito”» e ride.
Si appassiona moltissimo al progetto Sardegna: «Siccome i biglietti messi in vendita hanno venduto subito tutto, abbiamo deciso di investire in questa crociera verso Cagliari, e chi viene da Genova potrà dormire a bordo, nella sua cabina, e vedersi le due serate». Loda De Luca, il boss di Live Nation che organizza i suoi concerti: «È il più grande, è uno che non ha mai fatto del male a nessuno mentre il secondaty ticketing danneggia noi artisti».
Un pensiero va a Massimo Riva, morto venti anni giusti fa: «Era il mio fratello piccolo, ho vissuto la sua morte come un tradimento». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

