Al S. Carlo una riflessione sul pensiero ospitale tra scienze umane e storia
. Un evento internazionale su pensiero ospitale e cosmopolitismo tra scienze umane, filosofia e storia, domani alle 17, alla chiesa S. Carlo. Si chiama MENS-A ed è ideato dall’APUN (Associazione Psicologia Umanistica e delle Narrazioni), in collaborazione con l’Università di Bologna, Modena, Reggio, Parma. Il tema, per questa quarta edizione, è “La memoria e il possibile” e, domani in chiesa, ne parleranno Giacomo Marramao, docente di filosofia, società e comunicazione all’UniRoma 3, che si soffermerà su “Per una critica del presente”. Seguiranno il sociologo Gilles Lipovetsky e lo scrittore e editor Riccardo Mazzeo che tratteranno “Il tempo ipermoderno”, e Vanni Codeluppi, ordinario di sociologia dei media all’IULM di Milano che affronterà il problema di “Cambiamenti e comunicazione”. L’iniziativa, già svoltasi a Bologna, coinvolge altre città: Parma il 15 giugno, Vignola il 26 giugno e Ravenna il 28 settembre.
«L’evento è un modo - dice il direttore scientifico Beatrice Balsamo - di diffondere la cultura come valore storico e di avere fiducia in noi. Il tema è quello della memoria, ma anche del “nuovo possibile”. Si tende anche a formare, con incontri di alta cultura, per costruire il futuro umanamente, per produrre progetti in comune. La memoria è fondamentale per i nostri comportamenti in un periodo di populismi, irrazionalisti e violenza. L’evento costruisce l’incontro e la capacità di includere i discorsi in modo attivo: questo ci aiuta ad essere in rapporto con gli altri. Siamo costruttori di pace». È una manifestazione di cultura diffusa che rilascia crediti formativi agli studenti di UniBo e Unimore, ai docenti di primo e secondo grado delle scuole, perché è un progetto MIUR. Un progetto sostenuto dalla Fondazione Collegio S. Carlo perché «il nostro impegno - sostiene il presidente Giuliano Albarani che introduce e modera gli incontri di domani - è di supportare altre proposte culturali, in consonanza con la nostra programmazione. Si tratta di un progetto concreto, lucido. Il rapporto con la memoria è importante per l’agire comunitario, non ci suggerisce l’impossibile, ma offre la condizione onesta per agire sul presente. Ci dice dove possiamo arrivare in senso positivo e negativo per la nostra vita politica e culturale». Piace a Vittorio Venturi, dell’assessorato alla Cultura, il concetto di «pensiero ospitale che ci induce a pensare ad un’accoglienza relazionale, ad un dibattito aperto, capace di ascolto». Si sofferma sulla cultura diffusa Eugenio Tangerini, responsabile relazioni esterne Bper, sottolineando il concetto di cultura come strategia d’impresa, richiamando l’azione della banca di distribuire, con gli eventi sostenuti, valore sul territorio. —
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