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incontro al san carlo 

Schnapp e la svolta digitale Così la cultura torna “viva” fuori da magazzini e archivi

S.L.
Schnapp e la svolta digitale Così la cultura torna “viva” fuori da magazzini e archivi

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MODENA. Personaggio intellettualmente eclettico l’americano Jeffrey T. Schnapp, capace di utilizzare la mente come un ipertesto. Se ne accorgerà il pubblico modenese, visto che Schnapp, di professione docente di lingue e letterature romanze all’Università di Harvard dove ha fondato il laboratorio “metaLAB”, terrà oggi una conferenza in città organizzata da Ago Modena Fabbriche Culturali.

Appuntamento a ingresso libero alle 18 nella chiesa di San Carlo (via San Carlo 7) per la conferenza “Digital humanities”.

Cosa sono le digital humanities di cui si occupa Ago?

«Sono le scienze umane nell’epoca attuale - spiega Jeffrey T. Schnapp - in cui si sperimenta con formati nuovi, metodologie nuove e uno strumentario nuovo. Il tutto con il fine di contribuire al sapere umanistico e alla sua diffusione».

Che ricadute hanno sulla società?

«Nel contesto delle sperimentazioni in corso si cerca spesso di sviluppare modelli multicanale di comunicazione grazie a cui l'esito di una ricerca raggiunge un pubblico molto più ampio e eterogeneo che non quello che legge le riviste scientifiche o libri. Pensi ai libri “print plus” con componenti in rete oppure a installazioni interattive in contesti museali che permettono di visionare aspetti altrimenti invisibili o inaccessibili di un oggetto in esposizione. Lavori di analisi automatizzate di centinaia di migliaia di oggetti culturali, usando ad esempio lo strumentario del “machine learning”».

Cosa dovrebbe fare Modena, secondo lei, per crescere dal punto di vista culturale?

«Sia da voi che nel resto del mondo bisogna andare oltre certi modelli tardo-ottocenteschi di conservazione, gestione e programmazione che il '900 ha ulteriormente sviluppato. Non è più sufficiente semplicemente “stoccare” oggetti culturali, ossia accumularli per immagazzinarli. Bisogna riconcepire le nostre istituzioni di cultura come siti di animazione engagement (il coinvolgimento diretto e attaccamento emotivo del consumatore nei confronti di un marchio o un oggetto, ndr). Una eredità culturale che vive solo nei magazzini non è una eredità culturale vivente».

Cosa dirà al pubblico?

«Nell’incontro parlerò in modo panoramico della sorte dei saperi nel 21esimo secolo. Mi occuperò in particolare di sei argomenti: l'importanza basilare dei dati come patrimonio culturale, il ruolo primordiale delle reti nella cultura attuale, la comunicazione multicanale, il presente e futuro degli archivi e i modelli emergenti di autorialità e di gestione del pubblico». —

S.L.

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