“Sei tu Alice?”, i pregiudizi demoliti con un sorriso dalla compagnia Twinkly
Al Teatro dei Segni si è tenuta la prima dello spettacolo “Sei tu Alice?” della Compagnia teatrale Twinkly che dal 2008 ad oggi fa parte della Scuola d'Arte Talentho di Modena. Un progetto importante quello realizzato dai Twinkly, che accosta uno straordinario binomio: teatro e abilità differenti, spazio produttivo in grado di offrire opportunità per esprimere il proprio diritto alla creatività e potenzialità, permettendo a ragazzi con disabilità e “normodotati” di lavorare insieme, partecipare, confrontarsi ed esporsi attraverso l’arte ed il linguaggio teatrale. Ragazzi che nella loro toccante semplicità, hanno molto da insegnare e trasmettere.
Lo spettacolo è a tratti ispirato al libro di Giacomo Mazzariol “Mio fratello rincorre i dinosauri” che affronta pregiudizi e ricchezze dell’avere un fratello, un figlio o un parente con disabilità. Tra sogno e verità, Alice nel paese dei colori si aggira tra le incomprensioni di un mondo in bianco e nero, tra domande e dubbi su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ma l’unica costante è l’amore.
In scena si sono susseguiti i protagonisti Gaetano, Davide, Laura, Francesca, Simona, Filippo, Rachele, Ilenia, Viviana, Annamaria, Eugenio, Barbara, Lucia, Rossana insieme all’aiuto straordinario di Chiara, Alessia ed Antimo.
“Lo spettacolo - spiega la regista Chiara Gatti - nasce dall’idea di capovolgere il concetto di giusto e sbagliato e dare una mano a chi non vuole vedere le diversità; è una critica a chi si basa sulle apparenze in un mondo che ha bisogno di uscire dagli schemi per sentirsi colorato. Dopo Amore e Psiche, abbiamo deciso di riportare sul palco qualcosa che parli di noi, lontano dallo stile classico di ogni opera, tanto che la sceneggiatura, scritta da me e Valerio Boni è stata rivisitata e raccordata con idee e parole dei ragazzi stessi durante le prove. Ci abbiamo messo quasi due anni per portare a termine la realizzazione dello spettacolo, ma siamo ancora a metà percorso, è incredibile però quanto tempo i Twinkly dedichino allo studio e alle prove generali senza mai stancarsi, anzi chiedendo di riprovare ancora, fino allo sfinimento e siamo quindi sicuri che la loro determinazione, passione e dedizione al teatro, ci sorprenderà ogni giorno di più fino a renderli dei veri e propri professionisti”.
Un’ora in scena di grande profondità attraverso dialoghi, monologhi, coreografie e divertenti battute, occasione importante di riflessione e valico d’entrata nel profondo della dimensione umana, altalena tra sogno e realtà dove i protagonisti della Compagnia hanno appoggiato la linea registica, ben lontana dai finti buonismi, ma assolutamente coraggiosa e vincente.
Alcune testimonianze dei protagonisti in scena: Annamaria: “A me piace molto recitare, provo un’emozione grandissima e m’impegno molto sul palco”. Gaetano: “Ognuno di noi ha le sue capacità e difficoltà, ed io provo emozione quando sono in scena ed a volte mi blocco perché sento troppo il pubblico”. Davide: “Io provo emozione, poi con il passare degli anni è più facile esibirsi, in questo spettacolo rispetto a quello precedente io faccio un personaggio completamente diverso ma è sempre bello recitare”.
Antonio Capasso direttore della Scuola d’Arte Talentho conclude: “Twinkly sono l’anima della nostra scuola, poiché sono ragazzi accomunati tutti dalla stessa passione e possono esprimere qualcosa che riguarda loro in un progetto teatrale ben strutturato, ci teniamo che possano dimostrare le loro competenze in un contesto dove abilità differenti e “normalità” siano in assoluta armonia”. —
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