Gazzetta di Modena

l’intervista 

Irene, 20 anni e una chitarra Il debutto con “Afternoon”

Davide Berti

Una passione per la musica nata grazie a mamma e papà Il primo singolo è alle porte: ispirazione indie e una passione per Londra

2 MINUTI DI LETTURA







Due occhi grandi ma timidi, che si chiudono quando imbraccia la chitarra per arrivare alle note più calde di una voce che l’accompagna con identità e personalità. Irene Pignatti non ha neanche 20 anni - li compirà ad ottobre - ma il suo singolo “Afternoon” è in uscita e, dopo le prime apparizioni tra amici e palcoscenici in provincia, ha deciso di investire tempo e passione nella musica, mentre studia Scienze della Comunicazione a Bologna e lavora in un bar a Cognento.

Perchè “Afternoon”?

«Parla di un episodio a cui ho assistito da piccola al mare: un pomeriggio una ragazzina ha rischiato di annegare dopo pranzo a causa delle onde e mi è rimasto molto impresso».

A quando l’uscita?

«Entro fine estate. Si potrà trovare su piattaforme di musica come Spotify e Youtube. Entro fine anno il primo EP».

Scrivi e componi da sola?

«Mi piace scrivere, a volte mi aiuta un’amica, molto appassionata. Compongono la musica di base, chitarra e voce. Poi c’è chi è più esperto di me nell’accompagnarmi in questo viaggio nell’indie elettronico».

Da quando la musica fa parte della tua vita?

«Avevo 12 anni, non l’ho più abbandonata».

Un amore a prima vista?

«Grazie ai miei genitori, entrambi musicisti. Mio padre Andrea ha sempre scritto e composto canzoni e mia mamma Aurora è sempre stata una cantante, mi hanno trasmesso tutto».

A chi ti ispiri?

«A tantissimi gruppi inglesi. Il mio gruppo preferito sono i The 1975 e sono anche le mie “muse ispiratrici”. Apprezzo moltissimo come usano la musica per trasmettere concetti molto complicati e attuali. Amo inoltre il modo in cui il loro genere varia. Li seguo da molto tempo e li ho visti evolvere in maniera positiva e genuina. Spero che il mio percorso subisca questo tipo di cambiamento. Per quanto riguarda il genere mi ispiro molto anche ai Daughter e ai The Neighbourhood che sono sempre gruppi indie».

Se ti dovessi descrivere: che tipo di cantautrice sei?

«Passo periodi di inattività, poi capita qualcosa che mi fa scattare l’ispirazione e passo delle giornate intere a scrivere. Non c’è una regola».

Sogno nel cassetto?

«Mi piacerebbe trasferirmi a Londra: ho già passato un po’ di tempo là e mi è piaciuto moltissimo, lì per la musica ci sono molte più opportunità, un mondo meno corrotto rispetto che in Italia».

La canzone che devi ancora scrivere?

«Una canzone felice».

La canzone che avresti voluto scrivere?

«Jealous Guy di John Lennon: uno dei miei pezzi preferiti ».

Dove ti vedi tra 10 anni?

«Un po’ disoccupata, però seguirò le mie passioni». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google