«Bell’esempio del fare sistema senza i difetti della burocrazia»
Il generale Stefano Mannino comandante dell’Accademia spiega la collaborazione con la Fondazione Cassa e anticipa un grande evento inaugurale
MODENA. Occorre attendere ancora quattro mesi per ammirare nel suo splendore il Salone d’Onore del Palazzo Ducale. Il generale Stefano Mannino, comandante dell’Accademia Militare, assicura che il restauro, appena terminato, sarà inaugurato con un grande evento. È il risultato di una convenzione sottoscritta nel luglio 2017 tra l’allora Comandante, generale Salvatore Camporeale e il presidente della Fondazione Paolo Cavicchioli, alla presenza del sindaco Muzzarelli. Una convenzione che ha permesso di intervenire sul Salone d’Onore grazie al finanziamento di 250 mila euro della Fondazione, attraverso l’utilizzo dello strumento “Art Bonus”, promosso dal ministero per i Beni Culturali. «Ciò avviene - spiega Mannino - con un impegno di risorse ed energie che non potremmo raggiungere senza l’aiuto di enti esterni. Si sente parlare spesso dei tempi lunghi della burocrazia. Ma il nostro è un bellissimo esempio di fare sistema tra lo Stato ed elementi esterni. E i buoni risultati non mancano. Voglio ricordare anche il recente restauro della facciata del Palazzo, di cui tutti dobbiamo essere orgogliosi anche per le iniziative che vi ruotano attorno». E per Cavicchioli «questo lavoro, complesso sul piano tecnico, rappresenta un obiettivo importante per la comunità, per l’Accademia Militare a cui dobbiamo un sincero ringraziamento per tutto quello che viene fatto quotidianamente in questi luoghi mantenuti nel migliore dei modi. Siamo partiti con un accordo tre anni fa lavorando, poco alla volta, con strutture tecniche particolarmente qualificate. Oggi è un momento emozionante». Sul ruolo della Fondazione ha posto l’accento Cristina Ambrosini, la Soprintendente all’archeologia, belle arti e paesaggio per Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, che evidenzia come «Fondazione si sia fatta carico non solo dell’erogazione dei fondi, ma si sia accollata anche l’impegno della progettazione e gestione della gara d’appalto». Per la Soprintendente «questo intervento nel Salone d’Onore è anche un’occasione di aggiornamento sullo stato di conservazione e sui restauri precedenti, l’ultimo nel 2001. È la possibilità di verificare gli interventi fatti nel tempo alla luce dell’evoluzione dei materiali e delle tecniche di restauro che consente di raccogliere dati sempre più particolareggiati. Bisogna tenere in considerazione la documentazione fornita dai tecnici, perché ritornare sui luoghi restaurati, anche dopo 20 anni, significa poter apportare un contributo notevole di conoscenze tecniche». Il vice sindaco Cavazza ha ricordato invece come il Palazzo Ducale sia un «giacimento culturale della città che ora attrae migliaia di visitatori. La piazza valorizza il palazzo - ha concluso - e il palazzo valorizza la piazza». —
M. F.
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