I vampiri modenesi di Vergnani tornano e diventano un librogame
“Si svolge in una città del futuro dove la loro presenza è ormai data per scontata” Critica alla letteratura di genere: “C’è carenza di qualità e un eccesso di violenza”
“La letteratura di genere, l’horror, più in particolare, è in crisi per un eccesso di proposta, cui non corrisponde una qualità adeguata, forse addirittura nemmeno decorosa”. Non ci va leggero Claudio Vergnani, lo scrittore modenese autore di una delle più riuscite saghe vampiresche degli anni duemila ed altri emozionanti romanzi ambientati per lo più in una Modena spettrale e nei suoi dintorni più inquietanti, che abbiamo incontrato perché impegnato in una nuova, intrigante operazione editoriale.
“Anche in campo cinematografico thriller, giallo, horror non fanno che ripetere ossessivamente i medesimi stereotipi in una infinità di prodotti fatti con la carta carbone nelle dinamiche, nelle situazioni, nelle soluzioni. Se prendo me stesso come lettore campione, non vengo certo attirato dalla letteratura di genere attuale, soprattutto italiana, poiché so benissimo quello che mi dà e so anche che non è di mio gusto. Eppure mi sento un lettore onnivoro, ma non riesco a sopportare la gratuità con cui proliferano spargimenti di sangue, un sadismo incomprensibile, nella smania di creare serial killer che sono un’apoteosi di violenza e di prevedibili assurdità al limite del ridicolo. La letteratura, viceversa, dovrebbe essere più un bosco intricato che un rassicurante sentiero battuto. Non è facile, peraltro, per uno scrittore vincere la concorrenza prodotta da un’attualità davvero impressionante, da una cronaca spesso allarmante”.
Però lei non si arrende, dopo essersi cimentat-o nell’horror puro e praticato le vie del genere mistery ora si trova ad affrontare una nuova sfida, un librogame “per adulti”, per l’editore Obsydian, specializzato nel genere fantastico.
“Con i miei indiscutibili limiti, lo dico senza falsa modestia, cerco, per chi abbia la volontà di seguirmi, di dare delle cose che abbiano una certa originalità e un minimo di spessore, qualcosa che non si esaurisca totalmente nell’attimo in cui termini la lettura. Mi hanno proposto di realizzare un librogame con protagonisti i personaggi dei miei primi libri, “Il 18° vampiro”, “Il 36° giusto”, “L’ora più buia”, e il mio impegno è quello di costruire un’avventura per un lettore che diventi protagonista e si senta responsabilizzato nell’operare scelte che possono condurlo anche alla perdizione. Un librogame non è un romanzo, richiede una scrittura molto più asciutta e questo può servire anche a me, quale esercizio per migliorare il mio modo di scrivere che pecca, probabilmente, di una certa prolissità. Ho pensato così ad un luogo che potrebbe essere una Modena del prossimo futuro, benché il nome della città non venga mai esplicitato, ove la presenza dei vampiri sia ormai data per scontata. Una parte di essi tenta infatti di assumere uno status quasi legale, cercando un dialogo con le istituzioni, ma il tutto è sabotato dalla presenza di un misterioso assassino che non si sa se sia umano o un vampiro. Tra funerali e situazioni di apparente, assoluta quotidianità il lettore pertanto dovrà effettuare scelte che dovranno basarsi su logiche di forte realismo, per rendere il tutto quasi fisicamente vicino a chi gioca, al fine di trovare una soluzione a una problematica in cui elementi grotteschi si alternano alla ricerca di costruire una società forse più equa e corretta.”
E quando potremo trovare in libreria questo libro-game?
“L’obiettivo sarebbe farlo uscire in autunno, possibilmente prima di Natale, spero di riuscire a mantenere questa tempistica.” —
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