Gazzetta di Modena

In viaggio con Le Scimmie pioniere delle band in rosa nella Modena capitale Beat

Enrico Ballotti
In viaggio con Le Scimmie pioniere delle band in rosa nella Modena capitale Beat

Nara Gavioli racconta in “Note ribelli” pubblicato da Artestampa e da pochi giorni nelle librerie l’avventura della prima band tutta al femminile attiva dalla metà degli anni ‘60 fino al ‘74 

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. Non disdegna le faccende domestiche («quando ha squillato il telefono stavo lavando i piatti» dice), e tende a smitizzare personaggi e cose, ma si capisce immediatamente che la signora Nara è una persona “tosta e ruspante”, per usare le sue parole. Una chitarrista “toga”, come si dice a Modena. La signora Nara, che preferisce assolutamente il “tu” ad un più formale “lei”, è una delle fondatrici del gruppo musicale “Le Scimmie”. Tutte ragazze, tutte della nostra provincia. Un manipolo di musiciste, “toste e ruspanti”, che si trovarono a girare l’Italia e l’Europa con i loro strumenti. Prima il beat, poi il rhythm and blues, il rock e il rock progressivo. «Una vera e propria avventura, credo molto bella». La definisce così Nara, che di cognome fa Gavioli, e che alle vicende de “Le Scimmie” ha dedicato un libro, edito da Artestampa, con un titolo che più azzeccato non si può “Note Ribelli”.

SOGNANDO I BEATLES

Orianna Ferrari alla batteria, Lilliana Gasparini al basso, Lauretta Braccolini alle tastiere oltre a Angela Raneri e Nara Gavioli alle chitarre. Questa la prima formazione de “Le Scimmie”, quella che nel ’65 è definita come l’unica band tutta al femminile in Italia: «A dire il vero non eravamo le sole, ma molti giornali ci avevano dato questa etichetta. Avevamo dai 14 ai 20 anni, un gruppo di giovani che adorava suonare». Va bene suonare, ma nell’elenco manca la cantante: «Perché cantavamo tutte, proprio come i Beatles. Avevamo deciso così: la figura della front-woman nel nostro gruppo non esisteva. Ad un certo punto della storia entra in squadra anche Stella che è cantante a tutti gli effetti, ma anche lei riesce a calarsi nel nostro modo di intendere il complesso».

VASCO E LE BASI NATO

Si diceva del 1965 e dell’esordio davanti ad un pubblico. In occasione della manifestazione “L’Usignolo d’Oro”: «Non erano previsti i gruppi e quindi non eravamo in gara, ma ugualmente avevamo avuto la possibilità di suonare ed esibirci. Quell’edizione venne vinta da un certo Vasco Rossi, alcune di noi lo accompagnarono nella sua performance. Un bel ricordo». Da quel giorno inizia la storia de “Le Scimmie”: «Abbiamo girato l’Italia e non solo. Al sud eravamo accolte alla grande: feste del patrono, sagre di paese, festival de L’Unità e i locali. Un pubblico caldo che ci accompagnava ad ogni nostro pezzo. Poi le comunità italiane in Svizzera o in Germania, sino alle basi italiane della Nato. Cantavamo “mettete dei fiori nei vostri cannoni” ai soldati americani, roba da non credere. Ci presentavamo alle serate in treno, abbiamo viaggiato in autostop o col furgoncino di lavoro del papà di una di noi. Consegnava le bombole del gas e sul camioncino aveva disegnate proprio delle bombole. Di aneddoti e avventure ce ne sono parecchie, le potete trovare sul libro».

IL LIVE DI LATINA

Nel 1974 “Le Scimmie” si sciolgono: «Le discoteche hanno fatto la differenza, la gente si sedeva per aspettare i dischi, le nostre performance ormai non importavano più. Questo già dal 1973 quando eravamo impegnate con il rock progressivo. Ma proprio nel ’73 è andato in scena il nostro concerto migliore, quello che ricorderò per sempre. Per la prima volta, eravamo a Latina, suonammo e cantammo le canzoni scritte da noi. Musica e testo de “Le Scimmie”. Un’atmosfera magica, i ragazzi erano ancora lì: accovacciati sotto al palco ad ascoltare quelle modenesi scatenate. Mi piace dire che noi, come altri, siamo state “figlie di un beat minore”. In pochi ci hanno considerato, ma volevamo suonare e ci siamo divertite ugualmente». —

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