Gazzetta di Modena

la mostra 

Nel marmo Giulia Manfredi fa splendere la natura

Michele Fuoco

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L’opera di Giulia Manfredi viene ospitata al Museo Francesco Messina. E questo prestigioso museo l’artista modenese, che vive a Roma, ha trasformato in una serra e in un giardino all’italiana che permettono di riflettere sul rapporto uomo-natura e vita-morte.

Il suo lavoro afferma la vitalità dell’opera d’arte che, nella coniugazione tra natura e materia, trova forme di comunicazione per nuovi bisogni conoscitivi. Originali le sue sculture in marmo che si connotano di geometrie e di ordine che caratterizzano i giardini italiani. E la materia diventa viva, in quanto all’interno del marmo l’artista ha disposto delle piante che crescono come in una serra. Per permettere la crescita sono stati disposti un sistema di irrigazione e luci “rosa”.

Inevitabile riflettere sul senso della “fragilità e sulla responsabilità per il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli. Il “Regno Sottile” (titolo della mostra) porta – sostiene il curatore Sabino Maria Frassà – ad una riflessione sul concetto di responsabilità umana e sul tempo che si vive, evoca quella sensazione e idea di transitorietà che è alla base di tutta la ricerca di Giulia Manfredi, convinta che nulla sia per sempre, anche l’arte che può solo aspirare a sublimare la finitezza del’uomo, cercando di lasciare qualcosa di ciò che è stato e che verrà”.

“La mostra ha avuto – rivela l’artista – ha un lunghissimo tempo di gestazione, perché volevo creare arte con la vita, volevo qualcosa che potesse crescere e modificarsi nel tempo all’interno di strutture rigide, ordinate e predefinite. Le nuove opere riprendono la logica e le geometrie dei giardini all’italiana. In particolare mi affascina l’idea alla base della progettazione di questa realtà ci sia una sorta di diagramma magico che prevedeva il posizionamento delle piante in determinati contesti geometrici per convogliare energie astrali e sfruttarne le proprietà. Elemento centrale della mostra è un “fiume” che ha scavato dei solchi in sei blocchi di marmo, ciascuno contenente un ecosistema botanico in miniatura”.

La mostra, aperta fino al 19 luglio, è in collaborazione con Cramum, di cui la Manfredi ha vinto il premio nel 2017. —

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