Gazzetta di Modena

Festival Filosofia 2019

Modena, Carpi, Sassuolo. “Maneggiare con cura” I maestri del pensiero riflettono sulla persona

Stefano Luppi
Modena, Carpi, Sassuolo. “Maneggiare con cura” I maestri del pensiero riflettono sulla persona

Nelle piazze, nei musei e nelle gallerie di Modena, Carpi e Sassuolo l’edizione numero 19 è in programma dal 13 al 15 settembre 

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MODENA. C’è chi addirittura si trasferisce nel Modenese proprio per essere vicino ai luoghi del Festivalfilosofia, come ha raccontato ieri il sindaco di Carpi Alberto Bellelli. E c’è chi aspetta i giorni della manifestazione - la numero 19 si svolgerà a Modena, Carpi e Sassuolo dal 13 al 15 settembre - per godersi piazze piene, filosofi internazionali a disposizione, musei e gallerie spalancati.

Sì, perché il Festivalfilosofia presentato ieri a Milano dal direttore Daniele Francesconi, quest’anno dedicato al tema “Persona”, non si smentisce e in attesa del ventennale presenta la consueta ricetta di successo dedicata alla fragilità dell’uomo tanto che si è scelto come slogan il concetto “Fragile, maneggiare con cura” riferito alle tante contraddizioni che caratterizzano il nostro tempo. Ossia duecento appuntamenti tutti gratuiti, di cui una cinquantina di lezioni magistrali metà delle quali tenute da filosofi che mai hanno partecipato alla manifestazione.

Il resto del “menù” è costituito da film, performance, eventi, mostre, concerti sempre legati al tema della “persona” e sviluppato nei centri storici di Modena, Carpi e Sassuolo per un totale di quaranta luoghi tra pubblici e privati. Le grandi star della cultura e dell’Accademia mondiali ci sono, come ogni anno: vero è che sono scomparsi due colossi del pensiero come Zygmunt Bauman e Tullio Gregory, ma verranno a raccontare le proprie riflessioni davanti a piazze strapiene nomi come Marc Augé, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Michela Marzano, Stefano Massini, Massimo Recalcati, Emanuele Severino, Remo Bodei, Silvia Vegetti Finzi. Se questi prof sono abitué della manifestazione modenese ci sono anche tanti nomi nuovi tra cui Leonardo Caffo, saggista trentenne, l’economista Enrico Giovannini, già presidente dell’Istat, l’orientalista e politologo francese Olivier Roy e il romanziere inglese Michael Rosen. E oltre ai rappresentanti della parola, a dare una visione “fisica” ai loro concetti c’è il vastissimo programma creativo che mette insieme mostre di Chagall e Picasso, di Vittorio Guida, di Mustafa Sabbagh insieme alle esibizioni di Lino Guanciale, David Riondino, Lella Costa. Una ricetta che porta ogni volta a Modena grandi benefici.

Tre giornate di alberghi e ristoranti pieni e un effetto moltiplicatore importante: “Per ogni euro investito in questa manifestazione - spiega il presidente del Consorzio Anselmo Sovieni - rientrano tre euro per le città del festival e tutto ciò con un budget confermato in 800mila euro. Noi per questo continuiamo ad essere una fucina di idee in costante aggiornamento su temi fondamentali per il vivere civile. Io, ad esempio, ho nuovi eroi, il papà e la sua bambina affogati in 20 centimetri d’acqua del Rio Grande, morti durante il loro tentativo di entrare negli Usa. C’è bisogno di riflettere per evitare che le persone divengano cose”.

Quest’anno al festival sono attesi momenti particolarmente coinvolgenti, come spiega lo stesso direttore Francesconi: “In collaborazione con Ago Fabbriche culturali mostreremo tramite installazioni immersive qual è la percezione di certe categorie di persone. Ad esempio vedremo il mondo come lo vede un malato di Sla che a volte lo vive attraverso la pupilla oppure come lo vede chi ha problemi di cecità. Dedicheremo anche una installazione alla invisibilità delle donne, evidente soprattutto in certe parti del mondo. Con i due ventricoli del nostro cuore, ossia il programma filosofico e quello creativo, punteremo l’attenzione su donne, migranti, disabili, categorie di persone spesso costrette a vivere in società non a loro misura. Facciamo pelo e contropelo alla realtà attraverso la riflessione culturale”.

L’ex direttrice Michelina Borsari ha illustrato il programma filosofico: “Non offriamo soluzioni, ma mettiamo a fuoco le questioni e quest’anno abbiamo pensato di approfondire temi come l’autonomia individuale, i diritti umani, la dignità della persona in campo sociale e politico. Lo facciamo attraverso sei piste utili agli ascoltatori cui si aggiungono le consuete lezioni sui classici della filosofia”.

Gli amministratori delle tre città, i sindaci Gian Carlo Muzzarelli e Alberto Bellelli e Corrado Ruini assessore a Sassuolo, hanno spiegato l’importanza del festival. “Da Expo in poi abbiamo rilanciato il brand Modena - riassume Muzzarelli - e abbiamo molte evidente ricadute dal punto di vista turistico. Parlare di persone sarà utile, visto che l’articolo 3 della Costituzione impegna la Repubblica a favorire i cittadini. Con la denatalità degli ultimi anni abbiamo perso 400mila persone e stiamo a discutere di 3mila nuovi arrivi, occorre intervenire, spiegare, riflettere”. Tutti potranno farlo nei tre giorni di Modena, Carpi e Sassuolo, nelle piazze, armati di quaderno per gli appunti, alternando le lezioni magistrali con la “razione sufficiente” che fornisce il necessario sostegno gastronomico. Al festivalfilosofia i prossimi mesi serviranno anche per arrivare ad alcuni “aggiustamenti” della struttura e della accoglienza.

Ieri, un po’ per acclamazione, è stato confermato per altri tre anni il direttore della manifestazione Francesconi mentre si è parlato di allargamento del comitato scientifico attualmente composto da Michelina Borsari, Marc Augé, Remo Bodei. “Stiamo riflettendo”, spiegano i vertici. Anche la Fondazione San Carlo, ente istitutore del Festivalfilosofia sta pensando a come aprire la sua preziosa biblioteca nel fine settimana e come mettere a disposizione il proprio archivio filosofico. Lo ha spiegato ieri il presidente del Collegio, Giuliano Albarani. —


 

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