Gazzetta di Modena

l’attore a vignola ospite di “etra” 

Marescotti: «Deluso da una sinistra senz’anima sulla politica e il governo voglio dire la mia»

Luca Gardinale
Marescotti: «Deluso da una sinistra senz’anima sulla politica e il governo voglio dire la mia»

Stasera in scena con “Lui - Un quaiòn qualsiasi”, storia tragicomica con il linguaggio dei grandi poeti di Romagna

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. Alla fine si cade sulla politica. Del resto, è difficile non farlo con un attore che vuole continuare a essere “impegnato”, che vuole dire la sua sul piano sociale e, appunto, su quello politico. Senza mezzi termini, come sempre, anche perché la delusione per una sinistra senz’anima è sempre più forte, come quella per un Movimento 5 Stelle che avrebbe potuto rappresentare una speranza, ma che «ha scelto di allearsi con la peggiore destra». Uno scenario tragicomico, un po’ come quello di “Lui - Un quaiòn qualsiasi”, il recital che questa sera (alle 21 con ingresso libero fino a esaurimento posti) Ivano Marescotti, attore teatrale e cinematografico romagnolo, porterà in scena in piazza dei Contrari a Vignola, all’interno di “Etra Festival”.

Marescotti, di cosa parla il suo monologo?

«Il recital parla del mio “uomo qualunque”, un “patacca” qualsiasi della Bassa Romagna, ma che potrebbe vivere benissimo in Emilia. Parla della vita, del lavoro, degli amori, e lo fa con il linguaggio dei grandi poeti della mia terra, a partire da Raffaello Baldini. E come le sue poesie, il recital avrà un sapore tragicomico, perché farà piangere e ridere allo stesso tempo».

Il recital sarà in dialetto romagnolo?

«No, perché altrimenti a Roma non verrebbe nessuno (ride)… i testi sono in italiano, ma con alcuni incisi e alcune espressioni in romagnolo. Un monologo con molte improvvisazioni, che porta avanti il lavoro di ricerca sul dialetto che faccio da anni, e che ho illustrato nel mio libro “Fatti veri”».

Oggi ha ancora un senso parlare di “attore impegnato”?

«Sì, ha ancora senso. Il che non significa che gli attori che non vengono classificati come “impegnati” se ne freghino di tutto, ma… io ci tengo molto a continuare a essere “impegnato”, perché sul piano sociale e politico voglio dire la mia. Non voglio lanciare messaggi con la recitazione, ma quando ho la possibilità di dire la mia sulla politica e sul governo, ci tengo a farlo».

Come si sente un uomo di sinistra in una Regione che rischia seriamente di non essere più “rossa”?

«Si sente deluso. Una delusione forte, feroce… del resto, così come in altre due regioni del nord, anche il governo dell’Emilia Romagna vuole chiedere l’autonomia: ecco, io non potrò mai votare queste persone, perché chiedere l’autonomia è un atto egoista, che nasce solo dalla volontà di tenersi le proprie risorse e le proprie tasse, mentre l’Italia è un Paese unico e indivisibile».

È molto deluso dal Pd?

«Estremamente deluso, anche perché il Partito democratico ha smesso da tempo di fare il partito di sinistra, inseguendo la destra. Ma non va certamente meglio a sinistra del Pd, un’area piena di partitini che non riescono a combinare nulla, cambiando nome ogni anno, mentre gli elettori di sinistra non ci capiscono più nulla».

Resta il Movimento 5 Stelle, che lei ha votato…

«L’ho fatto proprio perché ero deluso dal Pd, ma loro mi hanno deluso ancora di più, mettendosi insieme a un partito fascista. Di certo non li voterò mai più, e al momento non mi sento rappresentato da alcun partito: purtroppo in Italia la sinistra non sembra avere un futuro, o almeno non a breve termine. Soprattutto se il suo partito più rappresentativo continuerà a inseguire la destra sul suo terreno».

Mettendo da parte la politica, oggi cosa consiglierebbe a un giovane che vuole fare l’attore?

«Gli consiglierei di venire a Ravenna e di iscriversi al Tam, il Teatro Accademia Marescotti, la mia scuola di teatro, sempre piena di giovani attori, ma anche di persone non più giovani che vogliono imparare questo mestiere». —

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