Santagata legge Petrarca sulle note del Boss «perché a vincere è sempre l’emozione»
Spiega il professore: «Grazie al coinvolgimento emotivo si scopre la bellezza del testo. Come ai concerti rock o all’opera»
VIGNOLA . «Petrarca, come Leopardi, è un poeta antico ma che interessa molto i giovani che lo sentono vicino. Soprattutto per quel che riguarda gli aspetti legati all’amore irraggiungibile dunque causa di sofferenza. Scattano, insomma, veri meccanismi di immedesimazione». La riflessione è del professor Marco Santagata, modenese, per molti anni docente universitario e tra i maggiori esperti, a livello internazionale, di Dante e Petrarca, padri della letteratura. Santagata, insieme alla grande poetessa Patrizia Cavalli e al fine musicista Riccardo Maffoni, sarà il 20 luglio alle 21 in piazza dei Contrari per un evento a ingresso gratuito. L'insolito trio propone un incontro nel segno della poesia e della musica, con al centro la grande poesia antica che viene così comunicata a un pubblico ampio, oltre le aule scolastiche. Il professor Santagata terrà un intervento dal titolo “Pellegrine adescatrici nel Canzoniere di Petrarca” con al centro una lettura sorprendente delle figure femminili nel “Canzoniere” mentre Patrizia Cavalli, leggerà le sue poesie attraversate da una genialità visionaria e realistica. Maffoni, noto interprete di Bruce Springsteen, canterà le canzoni d'amore del Boss accompagnato da Ottavio Barbieri al pianoforte e da Carlo Gorio alla chitarra. Al centro dell’attenzione, dunque, grande poeta e la divulgazione della sua opera: una novità per quanto riguarda Petrarca, una prassi consolidata invece per la Commedia di Dante.
«La divulgazione di Alighieri - spiega Santagata - non è un fenomeno recente. Il primo ad avere l’idea fu Vittorio Sermonti che fece un ciclo fortunatissimo di letture della Commedia. Dopodiché è arrivato Benigni e il fenomeno è esploso. L’attore toscano, con le sue letture in Santa Croce a Firenze, ha fatto sì che tanti si mettessero in scia e con successo. Da allora, infatti, ci sono letture periodiche dell’intera Divina Commedia mentre non ricordo spettacoli come quello che noi realizziamo a Vignola partendo da Petrarca e arrivando fino alla musica moderna. Ricordo invece che molto tempo fa, a Bologna, ci fu uno straordinario Carmelo Bene sulla torre degli Asinelli, mentre, di recente, io e l’attore Gaetano Gifuni abbiamo fatto una lettura a Pisa».
Ci sono, secondo lei, grandi autori che “funzionano” meglio per questo tipo di divulgazione?
«Ci sono dei grandi poeti che effettivamente funzionano, oltre a Dante e Petrarca penso a Giacomo Leopardi, a Ludovico Ariosto, ma anche a classici come Virgilio e Ovidio. C’è la tendenza a scoprire la bellezza di certi testi e non penso che al centro ci sia una volontà di tipo didattico, quanto il coinvolgimento emotivo. Un po’ come quando molti ascoltano i concerti delle pop star inglesi: davvero tutti capiranno i testi o si lasceranno piùttosto trasportare dall’atmosfera e dalla musica? E lo stesso discorso vale per l’opera lirica».
Lei crede in questo coinvolgimento più ampio del pubblico?
«I grandi ti restano dentro anche se non vengono compresi a fondo perché con certi autori chi ascolta mette in gioco una parte di sé. Del resto sono classici non a caso, ma perché riescono a scavalcare i secoli».
L'appuntamento - ad accesso libero - con Santagata, Patrizia Cavalli, anche nota traduttrice di Shakespeare e Riccardo Maffoni, cantautore classe 1977, è una anteprima di Poesia Festival che si terrà dal 16 al 22 settembre. —
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