Gazzetta di Modena

Modena. Va in scena “Play” danza acrobatica per gli incantesimi firmati Kataklò

Nicola Calicchio
Modena. Va in scena “Play” danza acrobatica per gli incantesimi firmati Kataklò

Ai Giardini Ducali lo spettacolo coreografato da Giulia Staccioli. Prologo alle 18 con l’autore Simone Ruscetta

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MODENA. Saranno i Kataklò con la loro danza acrobatica i protagonisti del sabato sera ai “Giardini d’Estate”. Un sabato che avrà anche una sorta di prologo alle 18 con Simone Ruscetta che presenterà “Il cammino di Santiago for dummies”, (edizioni Hoepli 2019). Simone Ruscetta, conduttore radiofonico, scrittore e blogger, ha scoperto il cammino di Santiago nel 2017 e, da allora, non si è ancora fermato. Tanto che, dopo il suo primo libro sul tema, ora è uscito con il secondo che racconta storia e leggende del cammino più famoso del mondo; gli itinerari, le città più importanti, le tradizioni e le curiosità, i consigli per vivere al meglio l’esperienza. Alle 21, invece, come detto, spazio allo spettacolo di danza acrobatica “Play” con i performer del “Kataklò Athletic Dance Theatre”.

“Play” è uno spettacolo pensato per il grande pubblico e le famiglie che, valorizzato dall’ambientazione storica e naturalistica dei Giardini Ducali, acquista una dimensione poetica esclusiva, irripetibile altrove. L’inconfondibile stile visionario della coreografa Giulia Staccioli, fondatrice della compagnia dal 1995, è al centro della spettacolarità di “Play”, che è stato definito “una scossa dell’anima” e, come spiega l’artista, inghiotte lo spettatore in un incantesimo ipnotico e immaginifico.

Intuizioni alludono al mondo acquatico di creature fantastiche, che guizzano come sirene immerse in atmosfere lunari. A tratti le coreografie virano inaspettatamente nell’ironico senza mai perdere però la loro poetica evocativa. I sei performer in scena giocano a costruire storie con oggetti di uso comune che diventano strumenti per sperimentazioni beffarde o drammatiche: una racchetta da tennis, palloni, occhiali e scarponi da sci, affreschi di sport che pulsano nel nero del palcoscenico ed esplodono in mille forme e colori.

L’ordine delle cose si perde e si ricrea attraverso la sensibilità e l’ironia della coreografa che, senza perdere la consapevolezza della fatica e dei sacrifici che si celano dietro ogni successo sportivo, non smette di giocare offrendo diversi livelli di lettura allo spettacolo. Sul palco corpi di danzatori che giocano e creano, sfidano e sperimentano. «L’uomo - spiegano gli autori - viene visto attraverso i propri stessi limiti. Il traguardo raggiunto è una meta sudata. Il podio una conferma della passione e della dedizione». —
 

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