Carpi, i “Giardini di Mirò” presentano il nuovo album “Different Times”
Otto tappe in Italia per il gruppo protagonista da vent’anni della scena indipendente
Carpi. Venerdì al Chiostro di San Rocco di Carpi si terrà la settima tappa del tour estivo dei Giardini di Mirò, storica band di origine emiliana. Ad aprire il concerto ci sarà la band Angus Mc Og. .
I Giardini di Mirò hanno alle spalle oltre vent’anni di carriera e più di mille concerti in Italia e all’estero. Sono tra i protagonisti della scena indipendente italiana sin dai primi anni duemila. I loro suoni si mescolano creando un mix di psichedelia, post rock, elettronica, shoegaze, noise. Il gruppo nasce nel 1994 a Cavriago, Comune della provincia di Reggio Emilia, e i membri storici sono Corrado Nuccini, Jukka Reverberi, Mirko Venturelli, Emanuele Reverberi e Luca di Mira. Alla batteria è subentrato Lorenzo Cattelani, che ha sostituito Francesco Donadello.
Nel corso degli anni le collaborazioni sono state numerose ed hanno partecipato al gruppo anche Alessandro Raina, Andrea Mancin, Andrea Sologni e Laura Loriga.
Il nuovo album è intitolato “Different Times” ed è uscito il 30 novembre 2018 per 42 Records: nove brani per 50 minuti di musica. Numerose le collaborazioni all’interno del nuovo album, con artisti di alto calibro quali Adele Nigro di Any Other nel brano “Don’t Lie”, Robin Proper-Sheppard dei Sophia in “Hold On”, Glen Johnson dei Piano Magic in “Failed to Chart” e Daniel O’Sullovan nel brano finale “Fieldnotes”. Vent’anni sono trascorsi dalla pubblicazione dell’ultimo lavoro di inediti “Good Luck”, e “Different Times” vuole essere un racconto di questi cambiamenti, una riflessione sulla durata del tempo.
L’attenzione per i suoni, per ogni minima variazione, per ogni singolo dettaglio, è maniacale, con lo scopo di ricreare quell’atmosfera tra post rock, psichedelia ed elettronica che tanto caratterizza la band. La copertina dell’album è opera di Simone Mizzotti e mostra un campo da calcio. La curiosità è che quel campo si trova in una periferia, ma non si tratta di una periferia qualunque, bensì della Cina, che diventa punto metaforico di ritorno verso casa. Un viaggio che tramite le esperienze e i cambiamenti ha influenzato il percorso della band, in costante metamorfosi alla ricerca di nuovi suoni. Oltre al nuovo album, il 29 novembre, è uscito il libro omonimo, scritto da Marco Braggion per Crac Edizioni.
Il costo dell’ingresso al concerto è di 10 euro. —
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