Mauro Pagani dà nuova vita al capolavoro di De Andrè
A Reggio Emilia “Crêuza de mä – Il viaggio continua…” trentacinque anni dopo l’uscita dell’album
REGGIO EMILIA. L’ottavo appuntamento in terra reggiana del Festival Mundus vede protagonista il cantante, musicista e produttore discografico italiano Mauro Pagani che con il tour “Crêuza de mä – Il viaggio continua…” farà tappa oggi in Piazza Prampolini a Reggio Emilia. Sul palco con Pagani (voce, violino e bouzouki) ci saranno Mario Arcari ai fiati, Eros Cristiani alle tastiere e alla fisarmonica, Joe Damiani alla batteria e alle percussioni.
L’evento, a ingresso libero e gratuito, si tiene nell’ambito della 24esima edizione del festival, che si svolgerà fino al 15 agosto tra Carpi, Casalgrande, Correggio, Modena, Reggio Emilia e Scandiano.
Ricorre quest’anno il trentacinquesimo anniversario dalla prima pubblicazione di Crêuza de mä (1984), capolavoro scritto a quattro mani da Fabrizio de Andrè e Mauro Pagani e ormai universalmente riconosciuto come una delle pietre miliari della cultura musicale italiana, votato dalla critica e dal pubblico “Miglior Disco Italiano” degli anni Ottanta, scelto da David Byrne e Rolling Stone America come uno dei dieci migliori dischi del decennio nel mondo.
Oggi prosegue a grande richiesta il Crêuza de mä Tour. Mauro Pagani, con i suoi musicisti, porta in giro per l’Italia i vecchi e nuovi mix dell’intero album, oltre ad alcuni brani storici frutto della sua collaborazione con De Andrè e alcuni inediti. Pagani, sulla copertina dell'album, commenta: “Se guardo indietro e osservo quel gran guazzabuglio di suoni, facce, chilometri, colori e storie che è la mia ormai cinquantennale avventura di musicante, Crêuza de mä spicca tra tutti come l’avvenimento di gran lunga più importante, più misterioso e più stupefacente cui abbia avuto la fortuna di partecipare. Perché importante, è fin troppo ovvio. Misterioso, perché misterioso e imprevedibile è stato il caso che ha fatto incontrare Fabrizio e me nel momento perfetto, quando entrambi eravamo pronti: lui a rivoluzionare tutto il suo universo estetico e tuffarsi con un enorme coraggio in un mare sconosciuto, le cui correnti erano davvero difficili da prevedere e governare: io, a ordinare quasi miracolosamente la gran quantità di suoni che avevo inghiottito in anni di bulimia mediterranea e trasformarla in Canzoni. Stupefacente, come il romanzo di avventure che ne è venuto fuori, come la reazione della gente, il turbine di sentimenti, emozioni, sogni che è riuscito a suscitare in così tanti. Sono passati trent’anni, Fabrizio manca ormai da quindici, ma null’altro è entrato profondamente nella mia vita e nella mia quotidianità come Crêuza.” —
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