Gazzetta di Modena

Celestini racconta tutti i fantasmi che sopravvivono all’angolo di strada

Celestini racconta tutti i fantasmi che sopravvivono all’angolo di strada

Questa sera alla Corte Ospitale di Rubiera  “La ballata dei senzatetto” narrazione accompagnata dalla fisarmonica

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RUBIERA. Stasera, alle 21.30, nel chiostro dell’Ospitale, chiude “L’Emilia e una notte 2019”, rassegna ideata e promossa dalla Corte Ospitale. In scena “La ballata dei senzatetto” di e con Ascanio Celestini e con Gianluca Casadei (fisarmonica, tastiere e live electronics). . Si tratta del recupero dello spettacolo annullato il 2 luglio per motivi di salute di Celestini.

Con la sua capacità di narrare attraverso la cronaca stereotipi dell’immaginario collettivo e intrecciando improvvisazioni e brani dei suoi spettacoli, Celestini raccoglie storie di persone e di luoghi, storie di tutti i giorni che accadono per strada e che per giornali e televisione non fanno notizia.

Lo fa stando in piedi davanti a un leggìo, recitando un monologo-ballata, accompagnato da Gianluca Casadei, quasi da talk show televisivo. Il palco diventa così il luogo della rappresentazione in cui coesistono teatro, musica e canto.

“La ballata dei senzatetto” racconta della barbona italiana che non chiede l’elemosina e vive dentro una casa di plastica, del barbone africano che dorme vicino ai cassonetti dell’immondizia, per terra, e si lava alla fontanella. Poi della cassiera del supermercato di Pueblo (2017) o della vecchia di Laika (2015) che va a farci la spesa insieme alla prostituta e alla donna con la testa impicciata dall’Alzheimer. Poi della “signora delle slot”, una prostituta rumena che ha aperto un bar con le slot machine e del magazziniere italiano che parla sempre del figlio morto e odia lo zingaro.

I personaggi di questo teatro di narrazione si muovono avanti e indietro, qua e là, raminghi intorno a un unico ambiente: una piccola periferia grande due parcheggi, il parcheggio del supermercato e il parcheggio del magazzino. In questa periferia, pieno di fantasmi, diventano persone in carne e ossa solamente quando finiscono sul giornale.

«Una prostituta se non viene ammazzata è un fantasma. Un negro se non spara o non viene “sparato”, quel negro è un fantasma. Un barbone se non muore congelato o non viene ammazzato da un fascista, quel barbone è un fantasma». L’attore-autore parla il linguaggio popolare che imita chi ce l’ha con i barboni, i neri, le prostitute e gli zingari, con il quale lo spettatore si riconosce.

La Corte Ospitale è in via Fontana 2, a Rubiera. La biglietteria è aperta a partire da un’ora prima dello spettacolo. —

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