Gazzetta di Modena

La fan di Lepido «Ci vivo dal ’56»

Ex manager, poliglotta, adora l’antica strada «Il mondo è transitato su questo asfalto» 

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IL PERSONAGGIO / 1

Si può essere fan appassionati di una strada o di una via? La risposta è assolutamente sì. La signora Augusta Barozzi, da Marzaglia, abita lungo la via Emilia dalla fine degli anni Cinquanta, era il 1956. Lei e il marito Vilmo saranno protagonisti del libro di Pietro Baroni e Davide Bernardi. I due fotografi si sono fermati a casa di Augusta nel primo giorno del loro tour modenese. Ad invitare i professionisti milanesi proprio l’ex manager che conosce tre lingue e che vive a tutto tondo l’attuale SS9: «Ho letto l’articolo sul giornale - spiega la signora Barozzi - trovando molto interessante l’idea di Pietro e Davide. Per questo ho scritto loro una mail dove fingevo di rivolgermi a Marco Emilio Lepido. Proprio lui, il console romano che ebbe l’intuizione di costruire la via Emilia nel 189 avanti Cristo. In quelle poche righe ho semplicemente raccontato la verità. Ho raccontato che questa strada è stata per me importantissima, almeno fino a quando per motivi di lavoro non ho dovuto imboccarla tutti i giorni. Forse in quel momento il suo fascino è un po’ svanito, ma ciò non toglie il peso che la via Emilia ha avuto nella mia vita. Grazie alla via Emilia, per fare un esempio, ho potuto conoscere tanto del nostro Paese, il mondo è transitato su questo asfalto».

Baroni e Bernardi non potevano trovare soggetto migliore da immortalare, l’esempio pratico del legame con l’antica strada romana: «Mi hanno chiesto di posare sullo scalone davanti a casa. Forse sarebbe stato meglio farlo sulla via Emilia, ma erano le 17.30 e a quell’ora il traffico è bello intenso. Sono i reggiani che tornano verso casa (ride, ndr). Ho cercato di fare del mio meglio, non sono certo nata Marilyn Monroe. Diciamo che ero molto emozionata, spero comunque che le mie emozioni siano trasferite sulle fotografie». E Vilmo? «Lui è un uomo della Bassa - scherza - subito era un po’ reticente, ma poi lo abbiamo convinto a prestarsi». È lì vicino il signor Vilmo e ribatte: «Sono solamente il principe consorte, l’Augusta è la vera star di famiglia...». —

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