La parola ai teen-ager «Una moda superata e quelli sono solo sfigati»
L’opinione “dal di dentro” sulle derive delle bande giovanili «In comune con quelli? Forse il modo in cui si parla...»
IL DIALOGO
Dopo la lettura di conversazioni tra gang intercettate.
PADRE: Allora?
FIGLIA: Cosa vuoi sapere? Sono discorsi forti…
PADRE: Ti riconosci?
FIGLIA: In che senso?
PADRE: C’è qualcosa in comune tra te e loro a livello generazione, di stile di vita?
FIGLIA: Oddio, forse il modo in cui si parla ma neanche. Mica frequento dei delinquenti.
PADRE: No, voglio sperarlo, ma la linea tra loro e tutti voi è sottile. Stessi gusti musicali, stesso modo di parlare, stessi interessi…
FIGLIA: (seccata) Boh. “Vecchio”, “zio”, parole così... Il modo con cui si parla forse è lo stesso, ma non ho mai avuto contatti con miei coetanei che rapinano e pippano cocaina tutto il giorno.
PADRE: Sì, ma avete la trap in comune. Avveniva anche ai miei tempi: c’erano criminali che ascoltavano gli stessi dischi rock che amavo anche io.
FIGLIA: Secondo me si sta andando molto verso quella direzione. Che sia dovuto a cultura hip hop non lo so. Gang criminali ci sono sempre state. Forse questa cosa si è rafforzata. Anche l’altro giorno, alla fine della vacanza, il proprietario del bar ha attaccato bottone e ci detto che gli spiaceva che ce ne andassimo. “Siete ragazzi molto rispettosi - fa - qui vengono di solito gang di ragazzini coi genitori che non sanno assolutamente niente ma che bevono come spugne, si fanno di cocaina e tirano canne fino all’alba e vengono qui e sfasciano tutto, tirano calci al portone ecc”. Anche lui mi ha fatto un quadro poco rassicurante. Nella nostra generazione vedeva molta voglia di criminalità.
PADRE: Legata alla cocaina?
FIGLIA: Più cresco, soprattutto negli ultimi sei mesi, più sento parlare di cocaina. Molto più di quanto pensassi. Non da persone vicine a me ma è un discorso continuo.
PADRE: (perplesso) Se ne parla spesso, dici...
FIGLIA: Sì. A Modena ne gira poca, da quanto so. Si sa di gente che si fa però. Tra ragazzini non ne gira. Ma se vai in Lombardia, in Veneto e un po’ in Piemonte, allora ne gita. Eccome! In Lombardia è pazzesco. Ho conosciuto un ragazzo al mare in Egitto per le vacanze di Natale. Aveva la mia età, era bresciano. Beh, raccontava che lì alle feste ne succede di ogni.
PADRE: E questa cosa delle catene d’oro che strappano queste bande ?
FIGLIA: È una moda del c... che sta scomparendo velocemente. Come dire: “Vedi? Ho la collana d’oro”
PADRE: Serve per apparire come rapper, un finto criminale?
FIGLIA: Fa molto “gang”. È roba da cerebrolesi. Uno della mia età che gira col collanone è uno sfigato. È da persone povere.
PADRE: (sorpreso) In che senso da poveri?
FIGLIA: Se tu hai soldi, non lo fai vedere. Le cose di marca le porti addosso, se hai i soldi. Però per uno di una classe sotto, questo far vedere i soldi e ostentare le griffe... È diverso. Per qualcuno è la normalità avere al collo la collanina da mille euro al collo: gliel’hanno regalata. Forse non sa neanche quanto vale. Ma se vieni da un ambiente più povero e se metti da parte i soldi spacciando, rubando, prostituendoti, la prima cosa che fai è comperare qualcosa che faccia vedere agli altri che tu i soldi li hai. “Hey, ho soldi anche io!”.
PADRE: Sui social la banda ostentava il Rolex e il cappellino Gucci.
FIGLIA: Ma perché quelle è la cultura della trap più scrausa che risale agli ultimi tre anni. È solo un remake di primi anni Novanta, quando i rapper neri dei ghetti americani (e loro erano poveri davvero) facevano fortuna, avevano soldi e giravano coi collanoni. È tornata questa cosa del collanone, dell’oggetto griffato, ma come moda. Lo faceva in modo ironico qualcuno, come Tony Effe, ma lo faceva scherzando.
PADRE: Era ironico.
FIGLIA: Sì, ma adesso non va più. È di moda fare vedere che spendi i soldi per andare nei posti fighi, fai vedere che vai in vacanza in posti belli.
PADRE: Allora quelli delle gang hanno preso la scia di quell’onda?
FIGLIA: Sì, è così. Hanno preso l’onda di una moda ironica. Questi trapper famosi ostentavano l’oro, ma dei soldi ne avevano davvero, spesso dalla nascita. Ma la moda faceva schifo e sta finendo in fretta. Il problema è stato dopo. Ragazzini che venivano dal basso e che dicevano: “Se ce l’ha fatta lui che viene dal basso (ma non era vero), ce la posso fare anche io”, quando non è un c... vero. —
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