Gazzetta di Modena

alla Milanesiana 

Wainer Vaccari, a Bormio nove quadri per raccontare che cos’è la speranza

Michele Fuoco
Wainer Vaccari, a Bormio nove quadri per raccontare che cos’è la speranza

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Per il ventennale della Milanesiana, la manifestazione che, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, dà spazio alla cultura, nei suoi vari aspetti (letteratura, musica, cinema scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia), Wainer Vaccari è stato invitato a tenere una mostra a Bormio, nella sede della Banca Popolare di Sondrio.

Nove i quadri realizzati dall’artista modenese che ha affrontato il tema della speranza, in consonanza con il tema generale dell’evento in chiave multidisciplinare, di visibilità nazionale, al quale collabora il Rotary club Bormio Contea. E il concetto di “speranza” si estende anche ai motivi legati alla ricchezza e alla povertà.

“Stazioni di paesaggio” titola l’artista i suoi dipinti concepiti come luoghi di pensiero, di riflessione, di significati anche nascosti. Ogni opera stabilisce una ragnatela di rimandi, innescando una curiosità crescente da parte dell’osservatore. E’ un’arte che accende quesiti, problemi. L’artista elabora una tensione iconografica che fa intravedere diverse possibilità di lettura, misteriose corrispondenze.

Gli stessi titoli delle opere diventano spiazzanti per una interpretazione unica, sistematica, come mettono in luce negli scritti del catalogo Roberto Franchini, Vittorio Sgarbi e sua sorella Elisabetta. Ecco allora “dietro casa”, in uno spazio limitato, un clown coltiva, con cura, una pianticella, quasi a richiamare Voltaire che “bisogna coltivare il proprio giardino”. Tutto acquista sospensione di senso: l’uomo elegante in poltrona non si sottrae al bacio della chimera-gatto, e non si sa se ciò avviene con partecipazione o con un certo distacco, nella realtà o nel sogno; una sorta di ninfa, che emerge dalle acque, pare avvinghiarsi ad un monaco orientale per trascinarlo con lei. Come simbolo della ricchezza si pongono gli alberi di arance proiettati verso un uomo seduto in poltrona che si accinge a cogliere il frutto (oro delle arance).

Sorprende il personaggio di sembianze orientali con una cassettina tra le mani: chiede l’elemosina o custodisce qualcosa di prezioso in quel recipiente, da cui i passanti possono attingere? Verso casa corre la donna spaventata che porta sulle spalle il suo bambino, con la speranza di poterlo salvare da un pericolo in atto. Con “Iris”, simbolo della speranza, l’artista identifica una donna (è il ritratto di Elisabetta Sgarbi) che reca in mano un mazzo di fiori.

Con queste opere Vaccari ci permette, con giocosa benevolenza, di guardare l’uomo in una vasta gamma di situazioni possibili. Tanti racconti di vivacità pittorica, con personaggi che l’artista presenta con divertita fantasia, con una sottile ironia, con leggerezza intrigante. Senza rinunciare anche ad una amarezza al fondo di una fittizia ilarità, in una conciliazione tra il triste e il tenero, tra pessimismo e ottimismo. —

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