Gazzetta di Modena

la mostra 

La memoria dei luoghi d’affetto nell’opera del pavullese Beneventi

Michele Fuoco
La memoria dei luoghi d’affetto nell’opera del pavullese Beneventi

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L’opera di Alberto Beneventi approda a Milano, presso lo Studio Bolzani, in galleria Strasburgo 3. È la memoria il tema della recente ricerca del pavullese che si manifesta attraverso muri, case bianche, case abbandonate, campi di grano, soprattutto al crepuscolo, campi di neve, fiori rossi di notte, notturni. Qui la pittura raggiunge l’atmosfera della narrazione ampia legata ai luoghi cari, della ricostruzione di un affresco di storia personale e collettiva. Per l’artista è un viaggio nel passato, nell’infanzia per riscoprire le ferite del tempo sui muri, l’ebbrezza panica della natura. E la rappresentazione avviene con un linguaggio di tessiture e stratificazioni informali, con pennellate che conferiscono una cadenza dinamica alle immagini che restituiscono emozioni, stati d’animo dell’artista. “I muri screpolati, cadenti li ho sempre considerati – rivela Beneventi - come tracce delle persone che sono vissute in quelle case. I muri hanno costituito la poetica della mia pittura, segni di presenze umane. Si pongono come valore del tempo, riscoperta del privato, del mondo semplice degli affetti. Se si guarda l’opera sulla copertina del catalogo si scopre il vicolo in cui 60 anni fa giocavo con altri bambini. Anche paesaggi naturalistici sono visti non come rappresentazione paesaggistica, ma come ciò che è rimasto impresso nella mia sensibilità, nel mio sentire. Tutto ha valore anche di metafora: i notturni segnano le fasi della mia esistenza, perché li ho vissuti intimamente. Sono immagini impresse nella mente. I campi di grano che raffiguro sono tutti al crepuscolo, sono immagini di vita, richiamano il pane, il decadimento, la vecchiaia, la morte”. Il curatore della mostra Paolo Donini mette in luce che “l’arte non può disgiungersi della vita… Non c’è arte senza infanzia. E questo semplicemente perché il fare dell’artista ha la più stretta affinità con quello del bambino che gioca”.

Il 12 settembre sei tele di grande formato (tra cui anche “omaggio agli uomini migranti” del 2004”) di Beneventi troveranno casa, sempre nel capoluogo lombardo, nella chiesa di San Carlo, in corso Vittorio Emanuele, che ospiterà altre iniziative sul tema della memoria.

Sarà proiettato il video “Lungo le strade della memoria, con la regia di Leo Lo Russo, che tratta dell’ultima produzione pittorica di Beneventi. Il video è arricchito e impreziosito della musiche di Paolo Fresu. In programma anche un reading poetico e l’esibizione, all’organo della chiesa, di Claudio Cirelli, pianista del Tetaro Regio di Parma, con un repertorio incentrato sul tema della memoria. Per Beneventi è la quarta mostra a Milano, dopo l’esordio nel 2004 alla Galleria Cortina per iniziativa dell’Adac di Modena; la rassegna alla Basilica di Sant’Ambrogio, organizzata dalla Galleria Blanchaert, e quella nel 2013 sempre presso lo Studio Bolzani. —

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