Modena. I ritratti di Clara Malavasi Pensieri ed emozioni delle “Anime per strada”
Giuliano Della Casa, noto artista modenese, rende omaggio a Clara Malavasi, scomparsa nel 2011 all’età di 93 anni, per la quale cura, con Teresa, Mariangela, Stefano e Giovanna Righi Riva, la mostra “Anime per strada” alla Redecocca Art Gallery, che sarà inaugurata il 13 settembre alle 17 in occasione del Festival filosofia.
MODENA. «Faceva ritratti a tutti anche nei momenti più improbabili. Era brava perché sapeva cogliere aspetti anche psicologici delle persone. Una sapienza notevole si manifesta nella grande quantità di opere che ha lasciato. Feci un corso di acquarello presso un mio amico restauratore e tra i partecipanti c’era anche lei».
Così Giuliano Della Casa, noto artista modenese, che collabora da decenni con poeti e scrittori di cui illustra volumi e realizza “libri d’artista”, parla di Clara Malavasi, scomparsa nel 2011 all’età di 93 anni, per la quale cura, con Teresa, Mariangela, Stefano e Giovanna Righi Riva, la mostra “Anime per strada” alla Redecocca Art Gallery, che sarà inaugurata il 13 settembre alle 17. È una mostra che rende omaggio, per il Festival Filosofia, ad una donna che ha conosciuto la guerra e ha coperto nella casa di montagna la clandestinità del marito, partigiano contro il parere della famiglia e medaglia d’argento, morto nel 1992. Clara ritrova la passione creativa e per dieci anni, finché la vista glielo permetterà, realizza tremila ritratti ad acquarello, carboncino, pastello e tecniche miste. Una straordinaria carrellata di personaggi: commesse, negozianti, studenti, medici, viaggiatori, operai… Una irresistibile voglia di portare su carta e altri materiali la varia umanità che lei incontrava.
«Sto viaggiando in treno e all’improvviso – rivela la pittrice – la persona che è seduta davanti a me mi comunica un’idea. Lo ha inavvertitamente, magari con una smorfia della bocca o con uno sguardo particolare. E allora non resisto e le chiedo di posare per me, anche se non la conosco, anche se non l’ho mai vista».
Tante le immagini che, in galleria, vengono proposte come installazione, per offrire una visione globale del suo lavoro. Si determina così una esplosione di colori e di segni. «Un insieme – dice Della Casa – che ti avvolge e ti cattura in un rimando di sguardi. Qualcosa che è in ogni singolo ritratto, m che li accomuna tutti». —
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