Gazzetta di Modena

Spettacolo teatrale per spettatore solo: un viaggio onirico in scena al Mulino

Maria Vittoria Melchioni
Spettacolo teatrale per spettatore solo: un viaggio onirico in scena al Mulino

Percorso sui disegni di Gea Zoda a Recovato.  Per ogni persona una staffetta di attori-guida

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CASTELFRANCO. Uno spettacolo per uno spettatore unico, per un'esperienza totalmente personale. Con “Il sapere perduto: viaggio tra caduta, compimento e metamorfosi” si concluderà oggi e domani, 6 e 7 settembre, al Mulino di Recovato, il progetto “Macinare Cultura”, teatro, musica e danza nei mulini. Lo spettacolo è un percorso itinerante, ideato e diretto da Nicoletta Giberti, direttrice artistica del Festival della Fiaba, dedicato ai disegni di Gea Zoda - figlia cinquantenne dell’artista e incisora Andreina Bertelli e del pittore Italo Zoda, frequentatori tra gli altri di Renato Guttuso, Leonardo Sciascia e Dacia Maraini - che, cresciuta immersa nell’arte e stimolata dal percorso narrativo intrapreso al Festival nel 2018 e dal tema della Follia - per la prima volta in questa occasione ha mostrato le sue opere al grande pubblico, in un modo assolutamente originale e “folle”. «L'idea è nata da questi disegni realizzati da Gea - racconta Nicoletta Giberti - che sono stati trasposti su carte. Ogni sera gli spettatori, in numero limitato di nove, pescano casualmente una carta che darà origine al loro viaggio. Ad ogni spettatore corrisponde un attore che lo porterà a vivere un'esperienza unica fino al suono di una campanella che lo trasferirà nelle mani dell'attore seguente, fino a conclusione del viaggio, del sogno». Lo spettacolo è vissuto infatti, come un'esperienza onirica. Siamo tutti immersi in un mare di follia e impegniamo gran parte delle nostre energie a negarlo e a difenderci. Fisiologicamente ci immergiamo nel nostro inconscio, nel mare della nostra follia, per diverse ore tutti i giorni, quando sogniamo. Ed è proprio qui, nell’inconscio, che possiamo cogliere anche razionalmente la paura che proviamo per ciò che staziona in esso. Non a caso, appena svegli, cancelliamo gran parte dei nostri sogni. Diceva Bertrand Russell “Il pazzo è un sognatore sveglio” quindi noi, che abbiamo paura di essere pazzi, cancelliamo i sogni. Su ogni carta è riportata una domanda. Una domanda scelta senza sapere, affidata al caso, per aprire una strada verso la verità, che sappiamo già ma non vediamo. Un viaggio a suon di gong tra mani lievi che come i folli ci raccontano del vero che è in fondo ai nostri occhi. Ogni volta che abbiamo una domanda, ogni volta che ci fanno una domanda, si apre un varco tra chi siamo e dove stiamo andando. L'agire d'istinto ci fa accantonare per un attimo la ratio. “Il Sapere Perduto” è una passeggiata poetica, onirica, evocativa, lenta e personalissima. Dato che i posti sono limitati si consiglia di prenotare il proprio al numero 349 36152476, gli orari a disposizione sono 21, 21.50, 22.30 fino ad un massimo di 3 repliche a sera. —
 

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