Sui vecchi volumi da scartare ultima parola alla Soprintendenza
Debora Dameri: «L’elenco di quelli da eliminare tiene conto anche della qualità Gli autori classici in ogni caso vengono sempre conservati»
MODENA. «Non sono solo io a scegliere tutti i libri che dobbiamo acquistare - spiega la direttrice delle biblioteche civiche Debora Dameri - Siamo un gruppo di colleghi che valutano le novità e poi giriamo le richieste al nostro fornitore principale, scelto tramite un bando, insieme a quelle rivolte ad alcune librerie specializzate e anche a una della città».
Un gruppo di professionisti valuta appunto cosa acquistare: «Le novità editoriali - continua Dameri - vengono individuate dai bibliotecari, ognuno con la propria specializzazione: non ha senso che tutti acquistino libri d’arte, a esempio. Abbiamo anche una collega specializzata in film. Il lavoro è diviso per ambiti di competenza e ogni ambito ha il proprio budget annuale da gestire. Con il nostro fornitore principale abbiamo inoltre l’accordo per indicare nel catalogo online il termine “in corso di acquisizione”. Così il lettore sa che il libro sta arrivando in biblioteca. Si tratta di pochi giorni, in ogni caso, perché ad esempio per il libro che abbiamo usato come esempio l’acquisto è stato fatto il 27 agosto, l’arrivo qui il 3 settembre e il 6 è stato trattato dalle nostre colleghe nelle varie fasi e dal 9 settembre risulta sugli scaffali».
Un’altra fase importante è quella finale, il momento dello scarto, come spiegano Loretta Giovanelli e Emanuele Gualandi: «Prepariamo più volte all’anno - spiegano i funzionari - liste dei libri che intendiamo scartare e fare uscire dal patrimonio librario pubblico. Ogni singola richiesta va infatti girata alla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna. Scartiamo dopo 3 anni libri di saggistica, dopo 5 anni quelli di narrativa e spesso le guide turistiche, soprattutto quelle che vengono ristampate in nuove edizioni. Lo scarto, comunque, non è solo di ordine quantitativo, in base agli anni, ma anche qualitativo. Non scartiamo la Divina Commedia anche se non esce in prestito per anni, mentre scartiamo saggi su teorie che vengono superate, ad esempio».
L’ultima fase di “utilizzo pubblico” del libro è la bancarella: a quella fissa nella piazzetta della lettura della Delfini se ne aggiungo altre vari volte l’anno. —
S.L.
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