Afro, il decano: «Facevamo auto nessuno pensava di fare “miti”»
MODENA. «Noi allievi di Sergio Scaglietti - spiega Afro Gibellini, uno dei principali battilastra - non avevamo alcuna consapevolezza che le auto che stavamo facendo sarebbero arrivate a risultati economici stellari». Afro ancora oggi, tutte le mattine, va a Campogalliano, nel capannone ex Bugatti, per lavorare sia alla mostra che alla futura esposizione permanente. «Il nostro era certo un mestiere divertente - continua - e forse anche faticoso. Però non ce ne accorgevamo perché eravamo giovani: lavoravo con il grande Giancarlo Guerra, il migliore nel settore, che già da tempo era nella carrozzeria Scaglietti. Io ci sono rimasto per 33 anni. Entrai grazie a un amico e mi si aprì un mondo». Gibellini rievoca la sua preziosa attività artigianale: «La lamiera è piuttosto dura da battere, da martellare per darle una forma, ma abbiamo lo stesso avuto tantissime soddisfazioni nel nostro lavoro anche se, come dicevo, non avevamo la consapevolezza che queste auto, venti-trenta anni dopo, sarebbero arrivate ai valori odierni. Altrimenti, forse, Scaglietti avrebbe fatto investimenti diversi. Ma nessuno poteva immaginare il futuro». Afro ora è concentrato soprattutto sulla mostra: «Il luogo - dice - è meraviglioso e spero che vengano in tanti a vedere il nostro lavoro. A parer mio è importante mostrare qual è il risultato finale non tanto nel senso della bellezza del risultato, quanto di quella dell’attività che porta a questi risultati». —
S.L.
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