Società umana e intelligenza artificiale Tre giorni per un’anteprima del futuro
Iniziato il festival della cultura digitale: conferenze, mostre, laboratori per capire come l’innovazione cambierà la nostra vita
stefano luppi
. “Io, robot” è arrivato sotto la Ghirlandina, si potrebbe dire ricordando un celebre libro di Isaac Asimov in cui lo scrittore, già nel 1950, poneva domande sull’intelligenza artificiale. E con il festival “Modena Smart Life”, dedicato all’innovazione, e proprio all’intelligenza artificiale in particolare, i temi affrontati dallo scrittore hanno riempito ieri, e riempiranno per tre giorni, Ago, San Carlo, il Laboratorio Aperto all’ex Amcm e piazza Grande. Sono questi infatti i poli della manifestazione voluta dal Comune, giunta alla quarta edizione e sempre più capillare e capace di attrarre persone anche fuori città. È il caso, ad esempio, del signor Roberto Bottazzi di Reggio: «Sono venuto due giorni a Modena prendendomi le ferie perché, pur non essendo un esperto di queste materie, sono interessato perché sempre più si parla di intelligenza artificiale». Ma di cosa si è parlato ieri davanti a studenti, esperti e curiosi? Al centro di una lunga serie di iniziative anche pesi massimi della cultura digitale, come i professori modenesi Rita Cucchiara e Michele De Luca o l’esperta di robotica Luisa Damiano e Andrea Melegari di Expert System di Modena. Expert System è nata nell’89 e ora ha 230 dipendenti in sei paesi ed è quotata in borsa: ha inventato un sistema di intelligenza artificiale che riconosce contenuti semantici in testi di centinaia di pagine con una precisione del 94%.
Alla chiesa San Carlo molto applaudito l’intervento di Simone Calderara di Unimore che ha spiegato come le reti neurali dei computer ormai assomiglino al cervello umano: «Del resto - ricorda - dobbiamo gestire masse di dati che la mente umana non riesce a percepire. Basti ricordare che i byte sul web sono un numero pari a 40 volte il numero di stelle dell’universo». Al salone anche tante imprese moderne, com’è il caso di Lapsy di Spilamberto che progetta sistemi di accesso digitale. Al teatro San Carlo si discuteva invece di robot, delle “macchine intelligenti e delle emozioni artificiali”, puntando l’attenzione su temi sempre più centrali. A parlare con il direttore del Collegio, Carlo Altini, è stata Luisa Damiano, prof di logica e filosofia a Messina. «Sono due le correnti principali nell’ambito della robotica, chi mira a costruire robot dotati di processi emozionali simili a quelli umani e chi invece propende per emozioni “finte” riconosciute come artificiali. È un tema importante perché ancora oggi nella branca della robotica sociale si ritiene che i robot possano “ingannare” alla lunga i propri interlocutori umani».
Ma non c’era solo teoria al festival. Bastava andare ad Ago per vedere come i ragazzi del Fermo Corni siano, a 16, 17, 18 anni, in grado di programmare congegni complessi soprattutto grazie alla stampa 3D diffusissima. Nell’atrio di Ago-Fabbriche culturali ci sono progetti delle classi 4 C e 5 C di informatica e 5A di automazione con gli alunni che illustrano un congegno in grado di simulare una voce per aiutare un compagno non vedente, un sistema utile al 118 con una “piastrina” che contiene ogni dato del paziente e un robot in grado di giocare a “tris” e di non perdere mai la partita. «Abbiamo lavorato - spiegano Davide Bellei, Andrea Frassineti e Sabrina Malagoli - per anni per cercare di migliorare diversi settori con piccole invenzioni». Pochi passi e tanto pubblico anche all’ex Sant’Agostino. Qui scolari di elementari e medie sono impegnati nei laboratori di “coding e minirobotica per tutti”. «I ragazzi - spiega la prof Anna Rita Aprile del plesso Carducci di Modena - imparano vari livelli di programmazione, muovendo una piccola coccinella illuminata oppure simulando un robot in grado di seguire una linea sul pavimento». Innovazioni per tutte le età. E del resto alcune ore prima Carla Ludovica Ferrari, assessore alla smart city, lo aveva detto: «Il festival affascina, diverte e permette di diffondere competenze e cultura in ambito dell’innovazione. Non siamo San Francisco o Shangai, ma delle città “piccole” come la nostra possono arrivare esempi”. Impossibile citare tutto quel che accade in questi tre giorni, il programma è su www.modenasmartlife.it. Centinaia di eventi la cui organizzazione è resa possibile da decine di giovanissimi volontari con la maglietta “smart”. —
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