«Dall’innovazione tecnologica più forza per la mente umana»
Giuliano Albarani traccia un primo bilancio del festival sottolineando la suggestiva contaminazione tra il passato delle sedi ospitanti e il futuro
modena. Mancano ancora una giornata e tantissime iniziative, ma si iniziano a trarre i primi bilanci di una manifestazione che, al suo quarto anno, è giunta a maturazione. E a dare una valutazione è Giuliano Albarani, presidente della Fondazione San Carlo, una delle sedi, con piazza Grande, Ago, ex Amcm - degli incontri e delle iniziative di questi giorni. «C’è una contaminazione molto suggestiva fra le innovazioni tecnologiche presentate al festival e alcuni luoghi storici in cui si svolgono gli eventi« dice Albarani. «Questi luoghi - prosegue - con le loro biblioteche, i loro archivi, le loro architetture e opere d’arte, sono stati e continuano ad essere un’intelligenza “artificiale” per intere generazioni che sono nate e cresciute, nascono e crescono, avendo alle spalle e potendo contare su enormi patrimoni di sapere e di pensiero sedimentati proprio in questi luoghi». Un’importante continuità per un festival che, continua Albarani «è laico, pluralista e in cui non c’è spazio né per la fede nel cambiamento tecnologico in quanto tale, né per la superstizione sui pericoli di una civiltà delle macchine ostile e dominante sull’uomo». E in relazione alla imprescindibile centralità dell’uomo ribadita dagli esperti, Albarani dice: «Nell’analizzare il rapporto fra uomo e intelligenza artificiale e nel considerare le paure che l’IA produce, dobbiamo partire da una constatazione banale ma spesso rimossa: l’innovazione tecnologica non lascia invariati gli esseri umani, ad ogni salto tecnologico è storicamente corrisposto un ampliamento delle capacità e delle potenzialità cognitive, perché la tecnologia sollecita e rafforza la mente umana, anche solo per i nuovi problemi che pone (basta pensare all’energia atomica). Quindi i nostri nipoti che si troveranno a convivere con l’intelligenza artificiale saranno presumibilmente più capaci di noi di coglierne le implicazioni e di controllarne le derive, perché, a loro volta, diciamo così, più intelligenti». —
S.L.
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