Gazzetta di Modena

Modena smart life Controllo dei robot, un coro di sì alla proposta di un Consiglio etico

Stefano Luppi
Modena smart life Controllo dei robot, un coro di sì alla proposta di un Consiglio etico

L’idea lanciata sulla Gazzetta dal “futurologo” Gerd Leonhard trova d’accordo esperti e amministratori. «La sede a Modena. E qui non partiamo da zero»

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La città dice sì, sia a livello politico che scientifico, alla proposta del “futurologo” Gerd Leonhard di istituire a Modena un Consiglio che si occupi dell’etica dei robot e delle macchine “pensanti”.

La proposta, che l’esperto tedesco ha lanciato ieri dalle pagine della Gazzetta di Modena, è stata subito raccolta dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli, dalla Regione e dall’università attraverso i propri docenti.

Per il sindaco, «su questo settore stiamo investendo negli ultimi anni: come posso non essere d’accordo con una proposta di questo tipo? Noi quindi ci stiamo e siamo arrivati a questo punto grazie al piano per la città smart che portiamo avanti dall’insediamento nel 2014 e che dà i suoi frutti. Ben vengano dunque queste riflessioni, nella città che già invita a riflettere in vari settori attraverso il Festivalfilosofia, che non a caso il prossimo anni sarà dedicato a “macchine”».

Ma cosa ha detto Gerd Leonhard, ribadito ieri sera nella chiesa di San Carlo nella conferenza che ha chiuso la quarta edizione del festival Modena Smart Life? «Le macchine potrebbero diventare molto potenti, non più controllabili dall’uomo che comunque le ha create. Per questo motivo e molti altri non è più rimandabile una discussione approfondita, creando magari qui il primo Digital Ethics Council, il Consiglio per l’etica digitale». Ieri lo studioso ha poi aggiunto che «occorre attenzione sul tema perché è vero che la tecnologia, molto positiva, è il nuovo Dio, ma l’uomo è qualcosa d’altro rispetto alla macchina è ad esempio dotato della intelligenza emotiva che i computer non possono avere. Arrivano tante novità nei campi economico, lavorativo (le professioni di routine scompariranno), della salute e servono persone indipendenti che si domandino dove andiamo».

Il dibattito dunque è “caldo”, come spiega l’assessore alla smart city Ludovica Carla Ferrari: «Noi proseguiamo con questo festival, che il prossimo anno sarà dedicato ai network: parleremo dunque del futuro dei social media e delle reti. Il Digital Ethics Council a Modena è una ottima idea perché temi come etica, diritti, trasformazioni sociali in rapporto alla rivoluzione tecnologica sono all’ordine del giorno».

Una delle maggiori esperte al mondo di intelligenza artificiale, Rita Cucchiara, docente a Unimore, si dice «d’accordo con questa proposta» e «felicissima di poter collaborare al progetto. Ricordo che in Europa e in Italia su questo tema non siamo fermi a zero: da almeno un anno e mezzo lavoriamo sull’etica. In particolare sono in contatto con Andrea Renda che fa parte di una task force di esperti nominati dalla Ue per definire le prime linee guida etiche e i principi da seguire per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Noi siamo nel gruppo e se si vuole valutare quanto questi discorsi siano attuali, si può pensare alla denuncia di deepfake che Striscia la Notizia, attraverso un video falsificato ma perfetto, ha portato avanti nei giorni scorsi».

Anche la Regione è favorevole a sviluppare un “consiglio di saggi” che aiutino lo sviluppo tecnologico in senso positivo: «Un festival come questo - dice il consigliere regionale Luca Sabbatini, presente alla conferenza di Leonhard - serve a fare ragionamenti così. Del resto la Regione, nella sua strategia di riposizionamento del territorio, fa scelte strategiche a favore della innovazione».

Il presidente della Fondazione Collegio San Carlo - l’ente che ha coordinato organizzatori e le decine di volontari del festival Smart - Giuliano Albarani torna alla edizione numero cinque del festival: «Ci dedicheremo ai network parlando della Rete web e delle singole reti software, materiali e immateriali. L’argomento è trasversale come spiegheranno i nostri esperti a fine 2020». —

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