Modena, cinque secoli di conoscenza in 5 mila libri Il tesoro di Emilio Mattioli in regalo alla città
Lascito della famiglia dell’umanista scomparso nel 2007 alla Fondazione San Carlo che lo metterà a disposizione della città
MODENA. Un tesoro preziosissimo di libri composto da antiche edizioni di Tucidide, Plutarco, Luciano di Samosata, Aristotele, Senofonte, Marco Aurelio, Giulio Cesare e altri “classici” di ogni tempo. Un patrimonio che riunisce, in totale, 5 mila libri del secolo scorso e 340 stampati dal Cinquecento fino all’Ottocento. È il lascito che la famiglia dell’intellettuale modenese Emilio Mattioli (scomparso nel 2007), nelle settimane scorse, ha destinato alla Fondazione Collegio San Carlo.
I numeri della biblioteca dello studioso, allievo dell’accademico di Bologna Luciano Anceschi, sono notevoli e vanno a incrementare il già amplissimo patrimonio librario della San Carlo: l’11 ottobre si terrà una presentazione pubblica del “lascito Mattioli” e a novembre è prevista una mostra che racconterà lo studioso e la sua biblioteca.
«Intanto - spiega il direttore scientifico del Collegio San Carlo Carlo, Altini - abbiamo iniziato a catalogare tutta la raccolta, partendo dai volumi antichi, grazie a un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. C’è moltissimo materiale e pensiamo che servirà circa un anno e mezzo per concludere questa prima sistemazione e mettere anche questi volumi a disposizione di tutti nella nostra biblioteca. A questo proposito voglio ricordare che siamo aperti ogni giorno feriale fino alle 23 e che l’accesso ai libri moderni è libero mentre, invece, su appuntamento mettiamo a disposizione il fondo antico dei libri».
Per gli studiosi questa donazione - formalmente a un ente privato, ma nei fatti a disposizione “pubblica” - equivale davvero al ritrovamento di un tesoro. «La parte antica della biblioteca Mattioli - continua Altini - comprende 80 cinquecentine, 60 seicentine e oltre duecento libri stampati tra il Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Si tratta per lo più di opere scelte in base agli interessi dello studioso modenese, a metà tra letteratura e filosofia, tra cui moltissimi classici greci e latini, trattati di retorica, poetica, dialettica, linguistica, estetica oltre a biografie, racconti storici, resoconti di viaggi. Nel lascito alcuni testi sono in greco, in latino, in francese e ci sono numerosi esemplari rari e preziosi, arricchiti da tanti ex libris di collezionisti precedenti e da annotazioni manoscritte che li rendono pezzi unici».
Un esempio di quanto riportato dal direttore della San Carlo è rappresentato da “La guerra del Peloponneso” di Tucidide, edizione stampata nel 1588 a Ginevra presso l’editore Henricus Stephanus, con il testo arricchito da appunti manoscritti in greco. Praticamente un pezzo unico. E poi c’è il fondo moderno, composto da migliaia di libri che anch’essi saranno a disposizione nel palazzo di via San Carlo oltre che rintracciabili nel catalogo delle biblioteche nazionali.
«I volumi moderni sono oltre 5mila - spiega Altini - in gran parte relativi a filosofia, estetica e letteratura con molti materiali relativi all’editore modenese Angelo Fortunato Formiggini». Un fondo di primaria importanza dunque, come ieri i funzionari della San Carlo, Gabriele Pollastri e Daniele Martinelli, quest’ultimo bibliotecario dell’istituto, hanno spiegato: «Si tratta - dicono - di un patrimonio di indubbia rilevanza di un professore, Mattioli appunto, che insegnò al liceo Muratori di Modena e alle università di Bologna, Palermo, Cosenza e Trieste oltre ad essere membro del comitato scientifico dell’Istituto Banfi di Reggio e dell’Accademia nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Modena. Stiamo catalogando in collaborazione con il Polo Bibliotecario Modenese e i materiali che valorizzeremo andranno ad arricchire la nostra biblioteca composta da 60 mila volumi di cui oltre 5 mila antichi e circa 1.400 periodici umanistici”. —
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