Modena, nuova “Bohème” per la stagione lirica: «Un omaggio a Pavarotti»
Domani sera si alzerà il sipario sul capolavoro di Giacomo Puccini che nel 1961 vide il debutto del tenore a Modena. Fresco vincitore del concorso Peri di Reggio, vestì i panni di Rodolfo
MODENA. Al teatro Comunale, dove le rappresentazioni liriche vedono pressoché sempre il tutto esaurito, arriva domani e domenica una nuova produzione della “Bohème” di Giacomo Puccini, messa in calendario a inizio stagione a ricordo dello storico debutto di Luciano Pavarotti proprio con quel titolo.
Era il 4 maggio 1961 quando un giovanissimo Tenorissimo calcava per la prima volta le scene , a Modena, nel ruolo di Rodolfo.
Lo spettacolo, con regia firmata dall’autore internazionale Leo Nucci, interprete accanto a Big Luciano di grandi successi e memorabili esecuzioni, è coprodotto da Fondazione Pergolesi Spontini e dall’Opéra di Marsiglia e vedrà sul palco un gruppo di giovani e ormai noti cantanti che in parte si sono formati con Raina Kabaivanska e Mirella Freni.
In questa occasione sarà sul palco Matteo Desole, nel ruolo di Rodolfo già interpretato tante volte da Pavarotti, uno dei giovani formati a Modena prima di calcare palcoscenici di prestigio come La Scala di Milano e il Teatro La Fenice di Venezia.
Mentre la coprotagonista Mimì sarà Maria Teresa Leva, giovane soprano che ha debuttato il ruolo di Violetta ne La Traviata all’Opera Royal de Wallonie di Leigi, al Teatro Lirico di Cagliari, al Teatro Carlo Felice di Genova e al Grand Theatre di Avignone.
Gli altri interpreti sono Lucrezia Drei (Musetta), Carlo Seo (Marcello), Fellipe Oliveira (Schaunard) oltre a Maharram Huseynov, Roberto Carli, Gianluca Lentini, Paolo Marchini, Stefano Cescatti, mentre le scene sono di Carlo Centolavigna, i costumi di Artemio Cabassi e le luci di Claudio Schmid.
Ieri in una pausa della prova generale ha parlato il direttore del teatro Pavarotti, Aldo Sisillo: «Con questo primo spettacolo - spiega - intendiamo mettere in fila le storiche performance di Pavarotti. Dopo la Bohème toccherà a fine novembre al Rigoletto di Giuseppe Verdi e speriamo l’anno prossimo di portare sulla scena la terza grande opera con Big Luciano, la Traviata. Vorrei che questa tradizione si rinforzasse nel corso del tempo. Sarebbe importante avere ogni anno alcuni titoli programmabili a lunga scadenza, come ci chiedono i tour operator, in modo da favorire chi viene in teatro da fuori del territorio».
Intanto si parte con questo primo appuntamento al teatro intitolato a Pavarotti, con statua annessa sotto al portico. «Tutto sta filando liscio - continua il maestro Sisillo - e devo dire che il cast molto giovane, ma già esperto, che abbiamo messo in campo insieme ai teatri di Piacenza e Marsiglia si sta comportando molto bene. Si tratta di giovani ben inseriti che in parte hanno studiato sotto la Ghirlandina, inoltre Leo Nucci che ha festeggiato qui i cinquant’anni di carriera si è detto molto felice di lavorare a questa anteprima di stagione che non è in abbonamento. Siamo molto soddisfatti delle scene pensate e costruite dai nostri tecnici a Modena con un allestimento di tipo tradizionale. La Parigi che appare è dunque quella di Puccini anche se qui non saremo negli anni ’30 dell’800 bensì più avanti».
Aldo Sisillo spiega anche il suo lavoro da manager teatrale: «Posso già dire di un aumento di abbonati per quanto riguarda il comparto della lirica: la risposta del pubblico c’è e siamo ovviamente felici, soprattutto perché riusciamo a mettere insieme un pubblico vario e non solo tradizionalisti. Facciamo di tutto appunto per allargare la platea a al tempo stesso per fidelizzare il pubblico. Proprio per questo vorrei potere avere più recite: ad esempio quelle della Bohème sono due e potevano essere tre viste le richieste. Oggi abbiamo 18 titoli all’anno e una percentuale di occupazione dei posti del teatro che nel caso sempre della lirica arriva al 90-95%. La media è intorno all’80%, alta se guardiamo alle realtà teatrali nazionali».
Presente anche il maestro Nucci che ricorda: «A Modena ho cantato il mio primo concerto e con Luciano c’era un’amicizia profonda che ci ha legato fino ai suoi ultimissimi giorni. Non si contano le rappresentazioni, i debutti, le registrazioni che abbiamo fatto insieme». Chi assisterà dunque alle serate non potrà non andare con la mente a quanto accadde nel 1961 con Pavarotti che, fresco vincitore del concorso Achille Peri di Reggio, calcava per la prima volta il palcoscenico del Comunale nel ruolo di Rodolfo, personaggio che raffigurò in modo luminoso e aperto stando alle cronache dell’epoca. —
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