Modena, nel chiostro di San Pietro a rischio le colonne del '500. Si cercano 165 mila euro
Il prossimo mercoledì verrà lanciata una campagna di raccolta fondi da privati. La sovrintendente: «Una prima iniziativa. Poi passeremo all’altare di Begarelli»
MODENA. Adotta una colonna per restaurare, attraverso lo strumento dell’Art Bonus del Ministero per i Beni Culturali, il celebre Chiostro delle Colonne del monastero di San Pietro. Siamo nel pieno centro della città, in un luogo già ora visitato dai turisti, e qui si concentra il prossimo obiettivo del lungo restauro in corso all’abbazia di San Pietro. Uno dei luoghi principali del patrimonio modenese.
Mercoledì alla sala Santa Scolastica in via San Pietro 1 verrà presentato un progetto che punta al recupero dello spazio cinquecentesco: da mecenati privati si cercano, per la prima fase dei lavori, 165 mila euro e, in attesa dei fondi si aprirà un cantiere-pilota, promosso da EmilBanca, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza di Bologna e Modena. Illustreranno le varie fasi dei lavori Carolina Botti, direttore di Ales spa e referente Art Bonus per il Ministero, Francesca Tomba della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio, Sandra Antoniazzi e Elisa Martinelli docenti rispettivamente dell’Università Roma 2 e a Unimore, l’architetto Vincenzo Vandelli dello studio Progettisti Associati di Sassuolo e Daniele Ravaglia, direttore generale della banca finanziatrice che interverrà, insieme al priore di San Pietro, Don Stefano De Pascalis.
Ma la ricerca dei finanziamenti non finirà qui perché a breve occorrerà allertare la comunità e le istituzioni cittadine per salvare anche il celebre Altare delle statue dello scultore del cinquecento Antonio Begarelli. «Ora siamo concentrati sulla giornata Art Bonus di mercoledì - spiega la soprintendente di Bologna e Modena Cristina Ambrosini - che è molto importante per la comunità e la sinergia tra pubblico e privato. Poi seguiranno ragionamenti relativi all’altare di Begarelli che già da tempo stiamo monitorando. L’iniziativa di informazione e promozione per il chiostro delle Colonne di San Pietro è una operazione di informazione e promozione relativa a un monumento molto importante per Modena. Abbiamo appena concluso il restauro del prezioso organo, sul quale abbiamo dato, di recente, contezza alla città, un altro bene che rientra nel nostro elenco delle priorità. Penso che spiegare a tutti il nostro lavoro, coinvolgendo le comunità e cercando fondi nel mondo privato sia la strada migliore. Noi continuiamo ovviamente a fornire il nostro servizio sul fronte delle autorizzazioni per i lavori, ma attraverso il nostro personale partecipiamo anche ai progetti».
I particolari di questo ampio lavoro sul chiostro delle Colonne lo fornisce l’architetto Vincenzo Vandelli che dal 2012 segue con lo studio di cui fa parte - Architetti Associati di Sassuolo - i lavori di restauro in San Pietro. «Con questa giornata - spiega Vandelli - intendiamo ribadire l’importanza storica e artistica del chiostro delle Colonne e riportarlo alla bellezza e all’integrità che merita. Parliamo di un luogo da secoli gestito dall’abbazia dei Padri Benedettini di San Pietro, realizzato agli anni ’30 del Cinquecento su iniziativa dell’abate Andrea da Novara e in seguito ultimato dal celebre abate Pellegrino degli Erri. Chi lo conosce sa che si tratta di uno spazio noto per la sua indubbia eleganza, forse il più bello ancora presente a Modena anche per l’uso dei capitelli d’ordine ionico. Studi recenti, tra l’altro, ritengono il modello riconducibile a modelli del Correggio».
L’Art Bonus, istituito nel 2014, va incontro alle donazioni private per i beni culturali attraverso il beneficio di un credito d’imposta pari al 65% dell’erogazione utile all’intervento, detraibile in tre anni. Percentuale che è minore per altri soggetti privati. I lavori sono stati suddivisi in cinque stralci. «Questo chiostro - continua l’architetto Vandelli - presenta, come confermato recentemente da attente indagini, un diffuso stato di grave degrado che in alcune zone, su basi e fusto delle colonne, è particolarmente evidente. Problemi anche alle pavimentazioni del sottoportico e del cortile e segni di distacco sono presenti sulle cornici in cotto. Partiamo con il prospetto sud per il quale abbiamo calcolato servano circa 165 mila: daremo il via ai lavori solo quando avremo coperto almeno il 50% dei costi previsti. Poi seguiranno le altre fasi. —
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