Gazzetta di Modena

Alessandro “Jumbo” manfredini 

«Non è nostalgia ma uno sguardo su come si può lavorare creando»

Carlo Gregori

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«Mi auguro che emerga con chiarezza il senso di questa mostra. La sua importanza non è tanto nostalgica o retrò quanto proiettata nel futuro. Vogliamo mostrare cosa e come è cresciuto in un certo periodo di anni che ha portato alla fioritura di certe tendenze artistiche ma anche alla nascita di professionalità. È importante sapere che con l’arte e la creatività si può anche lavorare».

A Modena Alessandro Manfredini è conosciuto da tutti come Jumbo. Ex star del pop italiano primi anni Ottanta coi modenesi Ciao Fellini, attore sperimentale col modenese Quartetto Prampolini, dj e anima del Graffio - una delle più innovative discoteche d’Italia di quegli anni - di professione art director pubblicitario, è uno dei due curatori della mostra “Dilettati geniali” che aprirà domani a Bologna.

Come è nata l’idea di una mostra sulla creatività emiliana tra ’70 e ’80?

«Lorenza Pignatti è la curatrice vera e propria, io ne sono l’art director. Possiamo dire che abbiamo cercato di ricostruire lo spirito di quell’epoca piena di fermenti non tanto come amarcord ma come modello e stimolo per i ragazzi di oggi, perché capiscano che la creatività, la ricerca e l’arte possono arrivare a creare una comunità e anche attività professionali».

Tra le tante proposte qual è la principale?

«La mostra si pone su tanti livelli diversi. Stando a quello che ho appena detto, ad esempio, possiamo vedere come lavorava nel 1982 WP Lavori in Corso, un gruppo di illustratori geniali cresciuto sotto l’ala di Ago, Agenzia Giovanotti Occidentali, una creazione di Filippo Scozzari (Il Male, Frigidaire, Cannibale) e suo fratello. Un’agenzia dove si lavorava come ai tempi del futurista Depero per fare arte e anche prodotti commerciali».

Un altro esempio?

«Massimo Osti e il suo archivio creato dopo la sua morte. Questo geniale stilista, creatore di Cp Company e Stone Island, ha lasciato materiale di grande interesse che consiglio di andare a vedere».

All’epoca Bologna era sicuramente la città più creativa e più interessante d’Italia per i suoi fermenti artistici. Esiste però anche un lato modenese in questa mostra?

«Ci sono le esperienze legate a me, anche. Al Graffio, una discoteca innovativa nella sua concezione che ha lasciato un segno, alla musica pop dei Ciao Fellini e al Quartetto Prampolini con nel sue sperimentazioni. Ci sono le Nyx, una band new wave modenese composta da sole ragazze e tanto altro. Vorrei aggiungere una cosa».

Certo.

«Da lunedì sul sito www.dilettantegeniali.it si potrà scaricare una fanzine che contiene materiale inedito e contributi dei protagonisti di quegli anni. E poi in primavera per l’etichetta fiorentina Sp Records uscirà una compilation». —

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