Gazzetta di Modena

 

Modena, Silvia Salemi: «Una “maratona” anche musicale Così interpreto il cult di McCoy»

Nicola Calicchio
Modena, Silvia Salemi: «Una “maratona” anche musicale Così interpreto il cult di McCoy»

L'interprete spiega il suo ruolo protagonista in “Non si uccidono così anche i cavalli”

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MODENA. La storia è quella di un'umanità variegata, disperata, grottesca, con una trama dai toni drammatici e ironici che sottolinea il sacrificio in cambio del successo. Tutto questo è la commedia “Non si uccidono così anche i cavalli?”, dall'omonimo romanzo di Horace McCoy, per la regia di Gianfranco Fares, in scena al Michelangelo da oggi a giovedì, alle 21. Tra gli interpreti Giuseppe Zeno e Silvia Salemi con musiche live dei Piji Electroswing Project Orchestra.


Silvia Salemi la commedia racconta di una folle maratona di ballo...
«Sì, i partecipanti, in cambio di vitto e alloggio, disperati e in cerca di successo, ballano per giorni e notti senza interruzioni, diventando oggetto di scommesse da parte del pubblico. I concorrenti partecipano nella speranza di vincere un premio in denaro, ma soprattutto di farsi notare dai registi e produttori presenti in sala. E nella nostra epoca, caratterizzata dai reality, niente è più contemporaneo del racconto di vite messe in mostra per accrescere il gradimento del pubblico».


Chi sono i protagonisti?
«Protagonista è Joe, un vero e proprio mattatore, organizzatore della maratona di ballo, mentre la coprotagonista Gloria è una delle concorrenti in gara. Entrambi fanno parte del mondo dello spettacolo, entrambi sono vittime ma anche, alle volte, carnefici. L'inseguimento del successo, però, è solo uno degli spunti dello spettacolo. C'è anche divertimento e teatro danza. Nella prima parte si ride di più con le storie dei ballerini che cercano la fama. Nella seconda parte invece emerge la spietatezza del mondo del successo».


Con il suo ingresso nel cast il regista Giancarlo Fares ha privilegiato il canto.
«Su di me è stato costruito un ruolo anche musicale. È importante per un registra puntare sulle caratteristiche di ogni singolo elemento in scena. Chi ha privilegiato per tutta vita un percorso musicale è giusto che venga valorizzato in questo ruolo».


Le musiche saranno eseguite dal vivo?
«La musica e le canzoni in stile swing, elettro-swing e jazz manouche, sono state composte appositamente per lo spettacolo da Piji, pluripremiato cantautore romano, presente da tempo nella scena pop jazz italiana. I musicisti dell'Electroswing Project Orchestra suoneranno dal vivo interagendo con le voci degli attori in scena».


Il testo è stato scritto nel 1935 da Horace McCoy e nel 1969 Sidney Pollack ne ha fatto un film di successo. Ora l’addattamento teatrale: c’è stata un’attualizzazione?
«Solo in parte. Si capisce, infatti, che non siamo nel 2019 perché tutta la musica profuma degli anni in cui è stato scritto il testo e si nota anche che l'atmosfera è quella di una sala da ballo del passato».

L'
È la prima volta che viene a Modena?
«In teatro sono al mio debutto, ma dal punto di vista musicale, in questi ultimi trent'anni, sono passata spesso in questo territorio. Certo sarà un'emozione completamente nuova davanti ad un pubblico diverso. Il pubblico teatrale ha un palato diverso da quello musicale. E io sono molto contenta di incrociare questi nuovi occhi». —

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