Modena, Leonardi incontra Chiesi Uno sguardo sulla città nel dialogo tra due artisti
Esposti foto-sequenze e oggetti di design dell’architetto Dell’artista invece disegni e pitture sul paesaggio urbano
Forte e intenso è l’amore di Cesare Leonardi e Andrea Chiesi per Modena. Lo esprimono i due artisti con le loro opere esposte, da oggi alle 18, alla Galleria di Antonio Verolino, in piazza Roma. Leonardi con immagini fotografiche, Chiesi con disegni e pitture.
Chiesi è contento di fare coppia con un maestro dell’architettura e della fotografia. «Tra me e Leonardi, due modenesi di generazioni diverse (30 anni di differenza), un dialogo che parte dalla città, con uno sguardo sul paesaggio osservato: lui attraverso la fotografia, il designer e l’architettura, io come pittore e disegnatore. Il mio lavoro ruota attorno al paesaggio della città, in periodi e tecniche diversi. Un dipinto del 2004 è ispirato ad un parcheggio ai Tre Olmi, un disegno di quest’anno a pennarello riguarda l’ex Fonderie, e altri i paesaggi urbani e luoghi abbandonati. In due recenti dipinti la natura ritorna nei luoghi d’abbandono: il verde che si radica dappertutto. È un elemento nuovo della mia ricerca. Un’indagine che, partita da Modena negli anni Ottanta, con esperienze in tutta Italia ma anche a Berlino, New York e Pechino, documentate da una serie di disegni in questa mostra, ritorna trent’anni dopo con un nuovo sguardo sulla città. Continua l’osservazione sulla trasformazione del paesaggio, come metafora dell’uomo. Anche i disegni si ricollegano al mio lavoro agli inizi degli anni Ottanta, ai fumetti underground, al taccuino di disegni realizzati in una metropolitana a Marsiglia nel 1990, durante la Biennale di giovani artisti dove vinsi il primo premio. Il disegno è nel mio dna. In bianco e nero sono le immagini di Leonardi. Anche le mie: bianco e nero virato al blu, grigio payne e verde scuro, con lo spirito del viaggiatore romantico. Un confronto molto bello sulla sua città che è anche la mia».
E la rassegna, che offre una serie di “Sequenze” lo metterà in luce. Peccato che Leonardi non possa essere presente per le condizioni di salute. La gestione della sua opera viene demandata, da anni, all’Archivio che porta il nome del noto architetto di cui fa arte anche Andrea Cavani. «In mostra ci sono alcune tra le più rappresentative foto-sequenze di Leonardi, le “ombre” di Modena con la composizione “Primavera 1” del 1977 e la composizione “Lucciole” del 1980, suggestiva trasposizione su pellicola delle traiettorie luminose create da uno sciame di lucciole. La mostra alla galleria Verolino coincide con due importanti progetti che coinvolgono l’Archivio Leonardi: Cesare Leonardi e Franca Stagi sono tra i protagonisti della mostra “Nouslesarbres” prorogata, per la straordinaria presenza di visitatori nei primi due mesi, fino al 5 gennaio a Parigi presso la “Fondation Cartier pour l’art contemporain”. Intanto è in procinto di aprire la Scuola Archivio Leonardi, una scuola indipendente ispirata al suo lavoro e rivolta a giovani progettisti under 35. Il 19 novembre parte il modulo autunnale dedicato ai Solidi, mentre a primavera il modulo dedicato agli alberi».
Antonio Verolino è felice di poter mettere al centro della sala la poltrona “Nastro”, ideata da Leonardi e Franca Stagi con un elemento sottile in vetroresina che modellato diventa sedile, schienale e braccioli. Esposti anche alcuni “Solidi”, elementi d’arredo progettati da Leonardi a partire dalla tavola di legno per la cassettatura del calcestruzzo. Tanti oggetti ottenuti da una singola tavola, senza scarto di materiali. Una mostra da vedere entro il 18 novembre. —
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