Gazzetta di Modena

Vanzina si commuove ricordando il fratello Carlo «Un film d’amore per lui»

Maria Vittoria Melchioni

Il regista Enrico ospite al Forum Monzani per presentare il suo libro Sullo schermo le immagini delle pellicole che hanno fatto la storia 

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l’incontro



Il video wall del Bper Forum si è trasformato nello schermo di un cinema sul quale scorrono le immagini iconiche dei film firmati dai fratelli Vanzina, Enrico e Carlo. Battute che tutti ricordiamo, a prescindere dal nostro snobismo cinematografico, come quella del mitico Guido Nicheli in cui si paragona ad Alboreto in “Vacanze di Natale”, o l’urlo di battaglia di Abatantuono in versione capoultras in “Eccezzziunale veramente”, o i duetti di Boldi e De Sica. Un filmato in onore del talento di Carlo, scomparso nel luglio del 2018, fortemente voluto da Enrico, prima di iniziare la presentazione del suo libro “Mio fratello Carlo” edito da Harper Collins, che lo sceneggiatore ha fatto al Monzani in occasione del quarto appuntamento di “Incontri con l’autore”.

«Ho voluto scrivere una storia, il mio film d’amore per Carlo», così introduce la sua opera nella quale oltre a raccontare il rapporto con il fratello, “complice” cinematografico in almeno 65 film, ripercorre con dolorosa verità gli ultimi mesi di vita del cineasta e la sua lotta contro la malattia, un melanoma che lo ha portato, nel giro di un anno, alla morte. Con lui sul palco due medici (Luca Richeldi e Vittorio Costa), che hanno portato la loro testimonianza su quanto sia importante fare prevenzione.

La voce di Vanzina si incrina dalla commozione ricordando le ultime partite della Roma viste con Carlo, squadra della quale sono grandissimi tifosi. Il suo sguardo si intenerisce quando sullo schermo appare lo spezzone del film “Totò e le donne”, girato dal papà Steno pietra miliare della commedia all’italiana, in cui Carlo ha fatto il suo esordio nel ruolo di Totò da bambino. O ancora quando ricorda la volontà di Carlo di diventare critico cinematografico solo per vedere i film gratis, lui che di film poi ne girerà tantissimi ma che non perderà mai la voglia di essere spettatore tanto da guardare anche tre film in un pomeriggio.

Nel suo libro Vanzina ha messo in luce il rapporto di due fratelli che hanno attraversato e segnato il mondo culturale italiano come pochi altri nel XX secolo. È la storia universale dello spaesamento, della rabbia, dell’essere umano di fronte al dolore. È un libro che commuove, che fa riflettere sul senso della vita, che descrive in modo impietoso il dolore di chi soffre e di chi vede soffrire la persona amata. —

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