Gazzetta di Modena

All’Astra un candidato all’Oscar “I had a dream” di Claudia Tosi

G.F.
All’Astra un candidato all’Oscar “I had a dream” di Claudia Tosi

"Vaemiliadocfest",  la regista carpigiana: «Avrei bisogno che le istituzioni mi sostenessero per la campagna degli Oscar"

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modena. «Per le donne è sempre più difficile fare politica». La regista Claudia Tosi non nasconde l’amarezza. Il suo documentario “I had a dream”, che sarà proiettato stasera  9 novembre all’Astra nell’ambito di ViaEmili@DocFest, è in lizza per il premio Oscar. Eppure, lei stessa avverte pochi segnali di fiducia e cambiamento. «Avrei bisogno che le istituzioni mi sostenessero per la campagna degli Oscar - spiega la regista carpigiana - ma devo credere alle colleghe quando dicono che c’è discriminazione anche in Italia. Le istituzioni danno più credito agli uomini rispetto che alle donne». La contrapposizione era forte già nel 2008 quando s’è accesa in lei una luce. «Avevo saputo da amici che una carpigiana (Manuela Ghizzoni) si sarebbe candidata per il Parlamento - spiega Tosi - ed era nell’aria che Berlusconi sarebbe stato sconfitto nuovamente. Non è andata così: Berlusconi ha vinto le elezioni. Tuttavia, ho compreso che avrei potuto proseguire l’avventura: l’idea sulle donne italiane in politica interessava». Così ha seguito per dieci anni Ghizzoni e l’assistente Daniela Depietri. «Ne ho raccontato l’impegno personale in politica - aggiunge la regista - anche in relazione alle vicende dell’epoca. Per le donne era difficile fare politica, ma lo facevano per migliorare il Paese. Era e resta difficile, e non solo in Italia. La prima domanda che fanno alle politiche è: “Come si concilia il lavoro con la famiglia?”». La regista dialogherà col pubblico alla fine del film, dopo i premi del concorso digitale ViaEmiliaDocFest (inizio alle 20.30). Dialogo anche dopo “Marisol” di Camilla Iannetti (15), film dalle tinte siciliane come “Letizia Battaglia-Shooting the mafia” (16.15) e dialogo col legale Vincenza Rando (Libera). Dopo le 18 “Importante” di Ciro D’Emilio. Segue “La scomparsa di mia madre” di Beniamino Barrese. —. G.F.
 

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