Clienti, soci, conti: nell’archivio Bper 150 anni di banca e di vita di Modena
Oltre 4mila pezzi in 500 metri di scaffalature “Tesoro” a disposizione di studiosi e ricercatori
MODENA. La calligrafia è perfetta, le cifre incolonnate una sotto all’altra. Il libro giornale riporta tutte le entrate ed uscite dell’istituto, a cura di chi aveva all’epoca l’unica incombenza di registrare questi numeri, che erano il cuore dell’attività della banca. Questo antico documento è ora a disposizione di tutti gli studiosi nei nuovi locali dell’Archivio Storico di BPER Banca. Ha sede in via Danimarca 140, in un edificio che ospita l’agenzia dell’istituto che si trova nella zona industriale di Modena nord.
Leggendo l’elenco dei nomi dei primi soci della Banca Popolare di Modena si scopre che questi, nel 1867, erano non solo possidenti e artigiani ma anche orologiai, orefici, bottegai e persino un fabbricante di carte da gioco. E le minute delle assemblee diventavano poi veri e propri verbali compilati con cura che raccontano nel tempo le scelte della banca.
«L’Archivio è un pezzo della storia non solo della nostra banca ma della nostra terra - dice il presidente Pietro Ferrari - documenti che si guardano non con un clic ma sfogliandoli lentamente». Dopo l’apertura degli spazi espositivi di via Scudari, dove in due anni sono state circa 8 mila persone che hanno visitato le raccolte d’arte dell’istituto, l’Archivio viene a completare la seconda fase del progetto culturale di BPER Banca, coordinato da Sebastiano Simonini; dando così dignità ad un complesso di oltre 4.000 pezzi tra buste, registri e documenti vari che si dispiegano in oltre 500 metri lineari di scaffalature.
Un corpus che nel 2005 è stato notificato dalla Soprintendenza Archivistica per l’Emilia Romagna di “interesse storico particolarmente importante”.
«La memoria del passato così conservata ci consente di ripercorrere la storia della banca - spiega la curatrice dell’Archivio Storico Chiara Pulini - che ha già trovato una sua presentazione nel libro sui 150 anni di vita dell’istituto pubblicato due anni fa. Un patrimonio culturale che ci parla di Modena ma non solo, visto che qui si potranno trovare anche gli archivi di alcune delle banche nel tempo incorporate dalla Banca Popolare di Modena (poi divenuta dell’Emilia e dell’Emilia Romagna, ndr.), come la Popolare di Castelfranco, la Banca di Credito cooperativo di Bologna e la Popolare di Cesena. E che oggi è BPER Banca».
Una volta terminati a breve i lavori di sistemazione dei documenti l’Archivio (che si trova a pochi passi dal Centro logistico dell’istituto di credito) sarà aperto ma, come detto, solo al pubblico degli studiosi e dei ricercatori. —
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