Gazzetta di Modena

padoa schioppa agli incontri del crise 

«I giovani su Europa e ambiente: poche contestazioni, tante idee»

Daniele Dei

2 MINUTI DI LETTURA







. Elettorato giovanile ed Europa al centro dell'incontro a cura del Centro di Ricerche e Indagini Socio-Economiche di Unimore con ospite Antonio Padoa Schioppa, giurista e professore emerito dell'Università di Milano che è stato ospite all'aula San Geminiano con una lezione dal titolo “E ora l'Europa nuova”.

Nel suo recente libro ha immaginato un “Dialogo con un giovane elettore”. Come se lo figura l'elettorato Under 30 di oggi?

«L'esperienza che ho vissuto nei mesi precedenti all'elezione europea, parlando di Europa in molte scuole secondarie e università, mi ha felicemente sorpreso. Mi attendevo voci di contestazione verso l'Unione, specie in regioni e città che hanno al vertice una classe politica tendenzialmente anti-europea. Così non è stato: le critiche non sono mancate ma erano rivolte a sollecitare un'Europa più attiva, più sollecita dei bisogni dei cittadini, più attenta ai rischi ambientali e a quelli che sta correndo la pace. Anche sull'immigrazione, le domande erano per lo più rivolte a sollecitare una linea comune dell'Unione europea».

Recentemente, proprio qui, Carlo Cottarelli ha affermato che il peso dei giovani in politica è scarso perché sono pochi. Lei concorda?

«Io non direi che il peso dei giovani è scarso nella sfera della politica in senso lato. Al contrario, anche se il calo demografico è innegabile ed è molto grave, l'eco suscitata dalle iniziative spontanee e imponenti dei giovani del mondo intero a sostegno di politiche di tutela del pianeta è stata fortissima. E produrrà i suoi frutti, anzi in parte li ha già fatti maturare. E non solo sul terreno della politica, ma anche su quello dell'industria e dell'economia in genere. L'Europa è all'avanguardia, ad esempio, sulle energie alternative. Anche per questo è così importante iniziare nelle scuole, fin dalle primarie, l'approccio all'educazione civica. Mi ha sorpreso constatare come già i bambini della quinta elementare siano attenti agli aspetti essenziali della convivenza, inclusi i principi della nostra Costituzione, che loro colgono benissimo».

Quando parliamo di elettorato non possiamo non pensare alle regionali dell'Emilia Romagna.

«Trasformare ogni elezione locale, provinciale e regionale, in un test nazionale suscettibile di far cader un governo o interrompere una legislatura è un errore di grammatica politica e costituzionale. Quando si vota si deve guardare ai programmi e alle persone. La democrazia può funzionare solo rispettando entro ogni ambito territoriale, i tempi e le scadenze stabilite dalla Costituzione, perché altrimenti nessun governo è in grado di operare. E allora davvero la democrazie è in pericolo. La storia dovrebbe insegnare qualcosa su questi rischi purtroppo molto concreti, e non solo in Italia». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google