Gazzetta di Modena

Teatro dei Segni , “Per la ragione degli altri”: Pirandello indaga la famiglia

Teatro dei Segni , “Per la ragione degli altri”: Pirandello indaga la famiglia

Marito, Moglie e Amante si raccontano Michele Di Giacomo: «Un testo attualizzato»

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MODENA. Oggi alle 21, al Teatro dei Segni (via San Giovanni Bosco 150) va in scena “Per la ragione degli altri”, tratto da “La ragione degli altri” di Luigi Pirandello (riscrittura di Michele Di Giacomo e Riccardo Spagnulo; regia di Michele Di Giacomo; con Giorgia Coco, Michele Di Giacomo, Federica Fabiani; produzione di Alchemico Tre; biglietti 10 euro e 5 euro ridotto under 25; informazioni e prenotazioni al 345 6018277).. Marito, Moglie e Amante, tre personaggi incatenati tra loro da un segreto, sono chiamati sulla scena per raccontare la loro storia.

Il Marito ha due famiglie: quella legale, sancita da un matrimonio con una donna milionaria, e quella nascosta con l’Amante, dove per l’amore non c’è più spazio. Per mantenere la sua doppia vita, il Marito lavora come cronista in un quotidiano di provincia. La “provincia italiana”, quel luogo in cui le persone vivono con la consapevolezza che i loro fatti privati possano viaggiare di bocca in bocca e finire sulla pubblica piazza. E gli Altri infatti vedono e parlano.

Quando il segreto cessa di essere tale, il Marito è costretto ad abbandonare la sua finzione e scegliere da che parte stare, ma solo dopo aver disperatamente cercato una risposta alla domanda che lo ossessiona, oggetto della sua inchiesta giornalistica: che cos’è la Famiglia?

A 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, Alchemico Tre affronta l’autore e il suo teatro confrontandosi con uno dei suoi primi testi: “La ragione degli altri”.

«Per mettere oggi in scena Pirandello si deve in qualche modo tradirlo – dice il regista Michele Di Giacomo - Ho deciso di farlo tramite un’attualizzazione della lingua e della scena, cercando però di mantenere il cuore del teatro di Pirandello per temi e intrecci. “La ragione degli altri” è un testo acerbo, ma per questo Pirandello non riesce a nascondere i cinismi e le crudelta che segnano il rapporto tra Uomo e Societa. Massimo Castri l’aveva affrontato in una storica regia nel 1983 e avendolo studiato con lui durante un percorso di formazione Ert, sono partito da quel lavoro scegliendo come attrici le mie “vecchie” compagne di corso. La nostra storia va diretta al cuore della vicenda: il rapporto a tre. I personaggi perdono i nomi propri e diventano Marito, Moglie, Amante etichette di funzioni sociali legate al ruolo famigliare, maschere moderne in cui si sentono costretti ma al tempo stesso appagati». —

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