Gazzetta di Modena

Caricature famose per un affresco modenese nel calendario 2020 della Società del Sandrone

Michele Fuoco
Caricature famose per un affresco modenese nel calendario 2020 della Società del Sandrone

Firmate da Mario Molinari, Antonio Bacchini e Isidoro Marascelli “indagano” professioni, arti e personaggi famosi

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. Un calendario 2020 con le immagini di caricaturisti eccellenti, come Mario Molinari, Antonio Bacchini, in arte Back, e Isidoro Marascelli. Lo propone la Società del Sandrone, in piazzale S. Domenico 6, per festeggiare i 150 anni dalla sua nascita.

«Abbiamo diviso il calendario per categorie - dice il presidente Giancarlo Iattici - ad ogni mese corrisponde una determinata professione (medici, sacerdoti, giornalisti, pittori, scultori, poeti dialettali, cantanti, attori…). Ci sono inoltre bellissimi disegni della vecchia Modena, realizzati da Mario Molinari. Il calendario viene dato in omaggio, dal 1990, ai soci iscritti alla Società, ma è disponibile (la segreteria è aperta dalle 15.30 alle 18) a 10 euro anche per simpatizzanti, curiosi e amanti delle cose, tipiche e particolari, di Modena. È destinato pure a collezionisti, perché da 30 anni cerchiamo di mettere in luce aspetti della storia e cultura della città (gli Estensi, le osterie…). Quest’anno abbiamo pensato di mettere insieme tre campioni della caricatura».

Una vita da dentista nello studio di corso Canalchiaro, non è bastata a Isidoro Marascelli che aveva una passione sfrenata per il disegno con cui ha dato vita a tanti personaggi modenesi (Pavarotti, Mirella Freni, Pippo Casarini, don Sergio Mantovani, Guglielmo Zucconi, Franco Bisi, Roberto Armenia, Ugo Preti…). Centinaia le caricature, di gusto ironico, ma mai di estrema deformazione, perché il sale della vita consiste nel sapersi affidare al buonsenso.

«Per me - diceva Marascelli - non è necessario deformare qualche lineamento o accentuare certi difetti per presentare dei personaggi, dei tipi. Basta alle volte un solo particolare, un atteggiamento, una linea e l’immagine è resa riconoscibile; non c’è bisogno di esasperare i tratti fisiognomici, se poi ci scappa la notazione o la battuta umoristica ben venga: i personaggi acquistano più personalità e certamente ci saranno anche più simpatici».

Di particolari deformati si connotano, invece, le caricature di Antonio Bacchini (1923 -2000) che corrispondono ad una tipologia vasta di campionario umano (Luigi Zanfi, Bruno Urbini, don Giuseppe Pistoni, don Rino Annovi, maschere della Famiglia Pavironica…). L’artista (25 sue opere sono state donate alla Biblioteca Poletti) ci consegna, con tagliente arguzia, profili di divertite espressioni e sorprendenti e inconfondibili fisionomie. I personaggi, abilmente caratterizzati, acquistano naturalezza nella ludica e sorvegliata rappresentazione. Di Molinari (1903 - 1966) piace la costruzione di scene esilaranti e grottesche, nate dallo sguardo sulla realtà quotidiana, soprattutto modenese.

Una sorta di affresco di fatti vissuti e osservati con un gusto sapido, con acuta intelligenza. La comicità è affidata alle situazioni che l’artista, di cui si ricorda anche l’esperienza da Futurista, porta ad un linguaggio di accostamenti azzardati e di esplodenti notazioni segniche e cromatiche.

Da notare la sua felicità di narrare, con una certa dissacrazione, ma anche con la saggezza dell’uomo che ha un grande amore per la vita. Ha collaborato con vari giornali satirici tra cui, già nel 1930, La Settimana Modenese, Il Sandrone e per Mò chè ghegna. —



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