Angelo e la sua storia «Lavoro e passione Racconto la Ferrari dietro i successi»
Un volume di testimonianze, documenti e fotografie «Quando il Drake mi sgridò per un macchinario Fiat...»
«Si dice che per “ammazzare” la fatica si debba pensare ad altro. Io, durante una pedalata in salita, ho pensato di scrivere un libro sui miei 52 anni in Ferrari»: ci scherza su Angelo Castelli, ex dirigente della Casa di Maranello e autore di “Dentro la Scuderia”, edizioni Artestampa. Quasi 300 pagine per ripercorrere la storia del Cavallino, una storia raccontata da chi ha contribuito quotidianamente a fare grande il marchio modenese. Non a caso, lo stesso Castelli ha deciso di accompagnare quel “Dentro la Scuderia” con un sottotitolo che rende l’idea meglio di qualsiasi tentativo di recensione: “Mezzo secolo di vita e lavoro per la Ferrari”. Un libro unico nel suo genere e a spiegarne i motivi è proprio Castelli.
GLI ANNI
CON LE ROSSE
«Come dicevo, mentre in bicicletta salivo per Puianello ho avuto l’idea di raccontare la “mia” Ferrari. Per anni mi sono occupato del Reparto tecnologie ed infrastrutture, quello era il mio campo e su quello mi sono concentrato». Per questo la raccolta di testimonianze e documenti è unica: «Definirla raccolta credo che sia pienamente azzeccato. Diciamo che solitamente, quando si parla del Cavallino, ci si sbizzarrisce giustamente sulle vittorie, sui piloti e ovviamente sui bolidi che vengono prodotti a Maranello. Nel mio caso, però, ho deciso di puntare tutto sull’evoluzione delle strutture che hanno accompagnato la crescita di Ferrari. Dunque gli stabilimenti e le linee di montaggio, le tecnologie e i processi produttivi».
Un libro che la Ferrari ha definito come “un documento prezioso” su aspetti determinati e ancora poco noti.
IL RIMPROVERO
DEL DRAKE
Castelli, inoltre, ha accompagnato il tutto con racconti di vita quotidiana e aneddoti legati al Cavallino. Spaccati anche divertenti come quello che lo stesso autore anticipa: «In un periodo di crisi vengo inviato a Torino dove, in uno degli stabilimenti Fiat, c’era la possibilità di visionare alcune macchine utensili. Vedo qualcosa di interessante e ne parlo con l’ingegner Ferrari. Dopo un po’ di tira e molla, lo convinco e acquistiamo lo strumento che, una volta spostato a Maranello, non ne vuole sapere di funzionare. Quindi iniziamo a lavoraci e, finalmente, riusciamo a renderlo operativo. A quel punto il Drake mi convoca e sentenzia: “Ricordati che la roba vecchia “muore” a casa dei coglioni”».
E proprio a Ferrari è dedicato “Dentro la Scuderia”, nella prima pagina è Castelli a scrivere: “A Enzo Ferrari a cui devo quasi tutto, alla mia famiglia a cui devo il resto”.
LA BENEDIZIONE
DI PIERO
«Fondamentali sono state testimonianze dirette di chi ha lavorato con me e di chi mi ha preceduto. Non è sbagliarlo definirlo un lavoro di equipe e per questo sono citate tutte le persone che hanno contribuito. Ci tengo però a precisare – scherza, o forse no, Castelli – che questo è il mio primo e ultimo libro. Come del resto sono convinto che quello delle infrastrutture e dei dirigenti Ferrari sia un capitolo interessante e probabilmente poco conosciuto. Ho anche ricevuto buoni riscontri da chi ha sfogliato le 300 pagine, per leggero bisogna sicuramente essere particolarmente appassionati dal mondo delle Rosse. Inoltre ho avuto una sorta di “benedizione” dalla stessa Ferrari, ci tenevo parecchio e sono molto orgoglioso che il libro sia stato presentato al Campus del Cavallino alla presenza di Piero Ferrari». —
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