Gazzetta di Modena

NELLA CHIESETTA 

Quei luoghi della memoria in due opere di Andrea Chiesi

Quei luoghi della memoria in due opere di Andrea Chiesi

L’artista modenese spiega: «Mio padre parlava di quei fatti da quel suo racconto è iniziato tutto il mio percorso Ed è anche un ritorno»

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La Chiesetta del sant’Agostino ospiterà non solo il documentario del grande regista Carlo Lizzani, all’epoca giovane attivista del Pci, che testimonia i funerali delle vittime delle Fonderie, e anche il nuovo video del giornalista modenese Marco Amendola che ripercorre le tappe di questa tragedia collettiva: sono visibili anche due opere dell’artista modenese Andrea Chiesi . Due tele dedicate alle Fonderie come luogo della memoria anche personale che ha datoun profondo impulso alla sua opera. Spiega l’artista: «Mio padre mi parlava dei fatti del 9 gennaio, lui era al San Filippo Neri e quel giorno in molti scapparono dal collegio per andare a vedere quello che stava accadendo».

«Da quel suo racconto è iniziato tutto, l'esplorazione delle periferie e dei luoghi abbandonati, i disegni sui taccuini che sarebbero poi maturati nel grande inchiostro Harmaghedon del 1997, punto cardine della mostra “L'Apocalisse di Giovanni” con Giovanni Lindo Ferretti e le musiche del Consorzio Suonatori Indipendenti». Dalle Ex Fonderie il lavoro di ricerca sul paesaggio contemporaneo di Andrea Chiesi si è esteso in tutta Italia, verso Milano, Torino, Genova, Napoli, poi all'estero, a New York, Brooklyn, Berlino, Londra, Pechino... Per tornare, come in un percorso ciclico, alle Ex Fonderie, 20 anni dopo, con la serie “Eschatos”, dedicata ai luoghi ultimi, ad olio su tela di lino.

«Da ragazzo a uomo - conclude Chiesti - lo sguardo è maturato, la tecnica è cambiata, ma le Ex Fonderie restano nel mio cuore, con il ricordo di mio padre, le sue parole e i suoi valori». —

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