Gazzetta di Modena

Il quadro di Klimt ritrovato dopo 22 anni a Piacenza è autentico

Il  quadro di Klimt ritrovato dopo 22 anni a Piacenza è autentico

Tutta l'incredibile vicenda narrata dal giornalista Ermanno Mariani in un libro edito da Pontegobbo

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Si è risolto il giallo legato alla vicenda del furto del celebre quadro di Gustav Klimt “Ritratto di signora”, sottratto  22 anni fa alla Galleria d’arte moderna “Ricci Oddi” di Piacenza. «È con non poca emozione che confermiamo l'autenticità dell'opera». Così il sostituto procuratore di Piacenza Ornella Chicca, titolare dell'indagine sul misterioso furto del 1997 del «Ritratto di Signora» di Gustav Klimt dalla galleria Ricci Oddi di Piacenza e sul suo recente e misterioso ritrovamento nello stesso luogo dopo 22 anni, ha confermato che quella tela trovata casualmente il 10 dicembre scorso a Piacenza dentro un anfratto nel giardino della stessa galleria, è l'autentico capolavoro del pittore austriaco. Un quadro dal valore inestimabile, che per 22 anni è stato in cima alla lista delle opere d'arte trafugate più ricercate al mondo. E più curiose. Infatti il quadro ne cela un altro: “Ritratto di ragazza”. E a fare la sensazionale scoperta, con una radiografia, era stata nel 1996 una studentessa del liceo artistico, Claudia Maga, mentre preparava l'esame di maturità e voleva approfondire il lavoro dell’artista viennese. Una scoperta clamorosa visto che i critici avevano dato per disperso il primo ritratto, quello di ragazza, coperto poi da Klimt dal ritratto di signora. Ma, un anno dopo, avvenne il furto e l’opera, valutata 60 milioni di euro, è stata, nel tempo, la più ricercata al mondo, dopo la Natività di Caravaggio. Di questa incredibile vicenda si è occupato, lo scorso anno, nel volume “Il mistero del doppio ritratto di Klimt” (Edizioni Pontegobbo, pag. 126, euro 10), il giornalista Ermanno Mariani, al quale si devono numerosi scoop, in quanto negli anni ci sono stati colpi di scena: sono venuti fuori quattro o cinque copie, a causa di falsari, piste esoteriche, ladri e collezionisti. Ma la storia non finisce qui, perché l'opera è stata rinvenuta, per caso, il 10 dicembre scorso in un'intercapedine di un muro esterno della Galleria stessa da cui era stato trafugato, grazie ad alcuni operai impegnati nel togliere l’edera che aveva coperto la facciata di uno degli edifici e che si sono trovati tra le mani un sacchetto nero in cui era stato nascosto il capolavoro. “Ora la notizia è ufficiale e sta facendo il giro del mondo - dice Daniela Gentili, direttrice della Pontegobbo, che vive a Modena - ma già nei giorni scorsi voci autorevoli sostenevano che l’opera fosse autentica visto che è stata ritrovata con i sigilli dell’epoca. Anche il critico Flavio Caroli, ospite domenica scorsa a “Che tempo che fa” da Fabio Fazio è d’accordo. Probabilmente il furto doveva essere al centro di una trattativa che prevedeva soldi in cambio dell’indicazione del nascondiglio dl quadro, poi sfumata a causa del fortuito ritrovamento”. La casa editrice piacentino-modenese ha stampato, in tempi record, una nuova edizione del libro, con l’aggiunta di un capitolo finale, per raccontare anche gli eventi ultimi. Libro disponibile nelle librerie, su Amazon e sul sito www.edizionipontegobbo.com—


 

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