Gazzetta di Modena

Teresa Ciabatti, finalista al premio strega 2017 

«Lui è unico, un vero maestro Siamo cresciuti con i suoi libri»

Michele Fuoco
«Lui è unico, un vero maestro Siamo cresciuti con i suoi libri»

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A presentare il libro “Il Colibrì” di Sandro Veronesi e a dialogare con l’autore sarà la scrittrice Teresa Ciabatti che nel 2017 è stata finalista al Premio Strega con il romanzo “La più amata”.

«Sono una grande estimatrice di Veronesi. È illuminante, come il suo romanzo dell’anno. In tante città viene presentato da scrittori diversi e per Modena gli organizzatori dell’evento hanno scelto me. Ci conosciamo da molti anni. “Il Colibrì” è un grandissimo romanzo e bisogna riconoscerne le qualità».

Ciabatti pensa non sia fondamentale il suo ruolo. «Sandro potrebbe parlare anche da solo. Che l’autore colloqui con un altro è solo una formula. Ciò che mi sento di dire è che il suo romanzo è basilare. Sono della generazione successiva alla sua. Dalla mia generazione (ha 44 anni, ndr) in giù, tutti dobbiamo qualcosa a Veronesi. Veramente abbiamo imparato a scrivere da lui. È stato fondamentale, in quanto lui ha cambiato la letteratura italiana. Noi viviamo, scriviamo grazie a Sandro, ecco perché invitano vari scrittori a parlare di lui. Sono quelli che gli devono qualcosa. C’è un legame letterario».

La scrittrice romana non ha dubbi che Veronesi abbia cambiato la letteratura. «Con lui inizia la letteratura moderna e contemporanea italiana. I suoi romanzi, tutti straordinari nel contenuto e nella forma, recano una struttura linguistica rivoluzionaria che non segue un ordine cronologico della storia. Una cronologia della memoria, interiore che entra nella vita del personaggio. E questo libro cambia molte cose. Ovvio che bisogna confrontarsi con il suo romanzo, che è una vera rivoluzione sul tempo».

Inevitabile la domanda se gli scrittori si vogliono bene tra loro. «Dipende… Da giovanissima ero super competitiva. Con gli anni, facendo questo mestiere, si impara che c’è spazio per tutti. Avere una letteratura ricca, con tante voci, fa bene alla letteratura. Se c’è uno bravo c’è una ricaduta anche su altri. Pensavo che il successo degli altri fosse un danno per me. Vent’anni per capire la possibilità del confronto, dell’alleanza. Cambia lo spirito. Allora vivevo peggio, adesso vivo la tranquillità della competizione».

Ciabatti sta scrivendo un romanzo che uscirà fra un anno. Per lei è importante che il racconto tenga una testimonianza della contemporaneità. «Si deve fare un tentativo di avanzamento personale, creare una nuova forma di romanzo. Sandro è l’unico scrittore italiano che non si è mai ripetuto. Indica sempre una strada. È un maestro».

La scrittrice confessa di leggere i classici e la letteratura contemporanea, soprattutto americana, ricca di sperimentazioni. Sostiene che la letteratura italiana è in ottima salute, perché ci sono molte voci riconoscibili (Missiroli, Genovesi, Murgia, Valerio, Nesi, Starnone…). Una letteratura che non ha nulla da invidiare a quella americana. —

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