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il pilota al museo 

Fisichella, due volte sul podio «Corsa bellissima e durissima»

G.M.
Fisichella, due volte sul podio «Corsa bellissima e durissima»

«Ci si prepara per tutto l’anno  facendo test e fisicamente. L’alba del secondo giorno  è un momento molto difficile  È lì che succedono gli incidenti»

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MARANELLO. «Le Mans? Una delle mie piste preferite, come Spa, Monza, Suzuka». Giancarlo Fisichella è uno dei piloti che non solo ha guidato una Ferrari di Formula Uno, ma ha anche vinto (e per due volte) le più famosa gara di durata del mondo, nel 2012 e nel 2014, nella categoria nella quale gareggiava con la vettura di Maranello. Tredici chilometri da ripetersi per centinaia di volte, alternandosi alla guida con altri due colleghi ogni due/tre ore, con pit stop praticamente ad ogni ora.

«La differenza con la Formula Uno è che nelle gare di durata devi avere per forza un certo feeling con gli altri piloti perché la macchina è la stessa e tutti devono andare d’accordo per fare il massimo. Con le monoposto invece – spiega - il primo avversario è il tuo compagno di squadra, l’unico con cui puoi confrontarti».

Fisichella, 47 anni, 231 gare in Formula Uno, tre vittorie e 19 podi, nel 2010 è passato alle competizioni Gt, vincendo come detto nel 2012 e nel 2014 a Le Mans con la Ferrari 458 Italia GT2. Oggi continua a correre nel Mondiale endurance iniziato a settembre e che si concluderà proprio in Francia a giugno, ma anche nel Campionato Italiano Gt endurance.

Tanti visitatori del Museo ieri lo hanno riconosciuto e gli hanno chiesto di fare una foto e di scambiare una parola. Lui, in rosso Ferrari dalla testa ai piedi e con scarpe con il logo della Casa del Cavallino, non si è sottratto, come peraltro i suoi colleghi presenti all’inaugurazione della mostra. «Le gare come Le Mans sono durissime e ci si prepara per tutto l’anno non solo facendo test in varie piste con la macchina – dice – ma anche fisicamente. Quando arriva l’alba del secondo giorno di gara è un momento molto difficile ed è infatti quello nel quale succedono tanti incidenti. Ma vincere è un’incredibile soddisfazione che condividiamo con tecnici, meccanici e tutta la squadra». —

G.M.

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