Per la chiesa del Voto due opere del ’700 per impreziosire l’altare maggiore
La Sacra famiglia con S. Antonio e il Riposo durante la fuga in Egitto sono stati restaurati grazie al contributo del Lions club Modena Host
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stefano luppi
Una delle chiese più amate dai modenesi, quella del Voto a due passi dal sito Unesco, è sempre di più al centro delle strategie culturali cittadine. Dopo l’apertura, a seguito del restauro post sisma 2012, avvenuta pochi mesi fa, ieri è stata presentata la manutenzione finanziata dal Lions club Modena Host di due quadri importanti collocati nell’abside dell’edificio voluto dai cittadini dopo la peste “manzoniana” del 1630. Si tratta di due tele del secondo Seicento, fortemente modificate successivamente, raffiguranti la “Sacra famiglia con sant'Antonio da Padova” e il “Riposo durante la fuga in Egitto”: le avrebbe realizzate un pittore ancora anonimo legato a Francesco Stringa, del quale al Voto sono appena stati restaurati altri due dipinti. Nella chiesa che conserva anche un’opera importante, la Madonna della Ghiara di Ludovica Lana, ieri si è svolta la presentazione dei due quadri che così, dopo il restauro eseguito da Alberto Rodella, Marinella Capelli e Silvia Cavicchi (laboratorio Artifigurative di Crespellano), completano di nuovo l’apparato decorativo del Voto. Il pubblico potrà ammirare le opere domani, a partire dalle 18,30, nel corso di una cerimonia con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, la direttrice dei Musei civici Francesca Piccinini e lo storico dell’arte Lorenzo Lorenzini. Quest’ultimo con il restauratore Alberto Rodella spiega i segreti dei dipinti restaurati: «Sono soggetti mariani, ma non presentano una vicinanza iconografica con quelli a fianco di Francesco Stringa, prestigioso pittore seicentesco. Abbiamo inoltre scoperto che i quadri non furono pensati per il luogo in cui ora si trovano: il Riposo peraltro era di forma ovale ed è stato portato all'attuale formato con inserti di angoli e fasce laterali mentre la Sacra famiglia aveva forma rettangolare ed era più piccola. Le due opere sono state infatti adattate alla cornice architettonica architettonica dell’area dell’altare maggiore». Sono emersi altri particolari, come spiegano la direttrice Piccinini: «La Sacra famiglia, ricordano gli esperti, potrebbe essere accostata allo Stringa: la Madonna mostra analogie con l'Assunta della chiesa di San Carlo di Modena mentre le figure maschili e i putti ricordano quelli della pala di San Mauro di Spilamberto. Il Riposo, invece, appare più prossimo ai dipinti collocati a fianco. Ma la qualità non sarebbe la medesima. La chiesa legata alla peste e al miracolo della Madonna della Ghiara che secondo tanti salvò innumerevoli modenesi nel ‘600, è sempre più apprezzata: forse il duca non la voleva, preferendo una semplice cappella, ma è una chiesa sempre più apprezzata. Grazie dunque al Lions che aiuta la cultura modenese dentro e fuori i musei». Si diceva che sempre più questa chiesa barocca è al centro delle strategie culturali dell’amministrazione. Lo ha spiegato l’assessore alla cultura Andrea Bortolamasi: «Nei prossimi anni - dice - attiveremo insieme alla curia un percorso a favore dei turisti che preveda la valorizzazione delle tante chiese che abbiamo. In centro storico, infatti, tra chiese comunali e non, si incontrano la barocca Sant’Agostino che abbiamo restaurato, il Voto, San Giovanni con il Mazzoni, ovviamente il Duomo fino a San Vincenzo dov’è conservato il Guercino ritrovato. C’è una continuità artistici che vorremmo rendere più evidente per chi visita il nostro centro storico». Conclude la presidente del Lions Margherita Beggi: «Siamo onorati di poter contribuire al mantenimento del patrimonio artistico cittadino e non solo». —
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