Gazzetta di Modena

Una lunga gavetta

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«Non sono una manager della cultura. Non so cosa significhi questa parola. Sono storico dell’arte, ho fatto la gavetta in tutti i modi e sono cresciuta nei ruoli. Mentre insegnavo all’Università e facevo il curatore di mostre, ho appreso anche le qualità di saper gestire le persone, i processi. E’ ciò che posso mettere in campo come direttore. Sono uno storico dell’arte con i piedi per terra. Il mio compito è di definire le linee guida, programmatiche e fare in modo che le persone, che lavorano in questo museo, abbiano i mezzi e le strutture per poterlo far funzionare. Sono ben seguita dal direttore amministrativo Luigi Tripodi, con cui mi confronto costantemente. Ma le responsabilità sono mie». Ha le idee molto chiare Martina Bagnoli che dirige la Galleria Estense, il Museo Lapidario, il Palazzo Ducale di Sassuolo e la Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Nata a Bolzano, ma la sua formazione è all’estero: si è laureata a Cambridge e ha lavorato fino al 2015 negli Stati Uniti. E l’esperienza americana le è servita a non aver paura di confrontarsi con opinioni e realtà molte diverse.

Bagnoli dirige anche la Biblioteca Estense.

«E’ un lavoro in parte già fatto. Essendo una medievista, ho lavorato in un dipartimento di libri rari (curatrice per 12 anni, dopo il dottorato presso la John Hopkins University di Baltimora, del dipartimento di Arte e Manoscritti Medioevali al Walters Art Museum di Washington), per cui conoscevo bene la parte della conservazione e mi sono ritrovata nella Biblioteca Estense, dove il fondo più cospicuo è quello dei libri antichi. E’ anche una biblioteca d’uso costante. Adesso non solo più sola. C’è un nuovo direttore: Maria De Rubeis.». M.F.



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