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La Pieve di Rubbiano ancora in un contesto immutato nel tempo

Laura Tenebrosi
La Pieve di Rubbiano ancora in un contesto immutato nel tempo

La Pieve di Rubbiano è fra le più antiche della nostra provincia. Probabilmente risale in primis al VII secolo ed era posta sulla vecchia strada che collegava Emilia e Toscana, la via Bulbica. Era dotata di un ospizio per viandanti e pellegrini e viene citata per la prima volta alla fine del IX secolo. L’attuale edificio religioso è stato costruito fra il 900 ed il 1100, è a 3 navate e ricalca nel modello il nostro Duomo.

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MONTEFIORINO Cosa sono le pievi? Non so se vi è mai capitato ma, specie in Romagna e sul nostro Appennino si sente parlare spesso di ‘pievi romaniche’. Il termine deriva dall'alto Medioevo e serviva ad indicare le circoscrizioni ecclesiastiche minori che raggruppavano la chiesa ‘madre’ ossia principale, il suo battistero, oltre ad altre parrocchie minori sparse su tutto il territorio della circoscrizione. Era un termine usato nell’Italia settentrionale.

Attualmente il suo utilizzo è caduto in disuso per quel significato, ma viene comunemente usato nei toponimi, come per la ‘Pieve romanica di Rubbiano’, nei pressi di Montefiorino. Ed oggi vorrei parlarvi proprio di questo edificio. Visto la stagione invernale, mi piace recarmi, anche se saltuariamente, sulle nostre montagne, perché anche solo una spruzzata di neve, trasforma il paesaggio in un presepe. La Pieve di Rubbiano è fra le più antiche della nostra provincia. Probabilmente risale in primis al VII secolo ed era posta sulla vecchia strada che collegava Emilia e Toscana, la via Bulbica.

Era dotata di un ospizio per viandanti e pellegrini e viene citata per la prima volta alla fine del IX secolo. L’attuale edificio religioso è stato costruito fra il 900 ed il 1100, è a 3 navate e ricalca nel modello il nostro Duomo. La facciata, molto semplice e forse un po’ severa è della seconda metà del XVII secolo. Il suo interno a croce latina, ospita un’acquasantiera, databile al XII secolo.

Sopra vi vedrete scolpite una coppia di sirene ed una coppia di zampe d’arpia, ossia di un’aquila (curiosità: si dice che questo volatile sia il più potente del mondo!?!). Sempre all’interno della chiesa potrete vedere ciò che resta di affreschi del ‘400 e ‘500. Ciò che però lascia maggiormente attoniti o forse piacevolmente sorpresi, è il contesto in cui si trova tale pieve: quasi immutato nel tempo. Essendo anche poco conosciuta, la vostra visita sarà in completa tranquillità, ed ammirerete un gioiello antico giunto a noi quasi intatto. www.viaggiareconlaura.com

 

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