Gazzetta di Modena

Modena. Valentina, il panino sospeso e non solo: una volontaria a tutto campo

Laura Solieri
Modena. Valentina, il panino sospeso e non solo: una volontaria a tutto campo

2 MINUTI DI LETTURA







«Per 10 anni della mia vita ho lavorato in strutture per la cura e il trattamento delle dipendenze patologiche, quindi a stretto contatto con il disagio sociale adulto e le tossicodipendenze – racconta Valentina Rimondi, 37 anni, di Modena - È stato il lavoro che più mi ha appassionato, un privilegio assoluto e prezioso che mi ha permesso di fare i conti con una realtà a volte non facile da comprendere se non ne sei partecipe in "prima linea"».

Per diversi anni, Valentina ha anche fatto parte della bellissima famiglia della Croce Blu di Modena: «è stata la chiave di volta per decidere da che parte stare nella vita, ovvero dalla parte degli ultimi o di chi semplicemente ha bisogno di un aiuto concreto» sostiene Valentina che oggi affianca suo marito nella gestione del locale Giusto Gusto in centro a Modena in Piazza XX Settembre. «L'attivismo per me è una delle più alte forme di partecipazione in una società; è il valore dell'esserci che regala una fotografia lucida delle varie realtà con le quali possiamo entrare in contatto tutti i giorni, a più livelli» dice Valentina che dallo scorso ottobre realizza l’interessante progetto del Panino Sospeso con l'associazione Porta Aperta di Modena, nel quale ha portato le sue origini lavorative di educatrice coniugando l'attività di ristorazione con il mondo del sociale.

«Tutti i martedì sera io e mio marito portiamo in stazione dei treni i panini preparati mezz'ora prima della partenza che i nostri clienti donano all'Unità di Strada di Porta Aperta; questo progetto è solo l'ultimo nato in ordine di tempo ma la mia intenzione è quella di far conoscere il più possibile le varie associazioni di volontariato del territorio! Oggi per me essere a fianco dei volontari di Porta Aperta, anche solo per poco tempo, significa essere "portatori di gioia" oltretutto donata dalle persone comuni che anche tramite noi decidono di partecipare ad un progetto di grande significato solidale e di aiuto».

Valentina ama il contatto con le persone, ascoltare lo scambio reciproco di esperienze e crede che il volontariato insegni a sentirsi parte di qualcosa che possa essere davvero utile.

«Vuol dire mettersi in gioco in base alle proprie risorse e attitudini. In questo tempo manca sempre di più la condivisione di parole e gesti. Nel quotidiano, anche nella mia attività attuale, ritrovo l'obiettivo di far star bene chi decide di passare un po’ del proprio tempo nel nostro locale; credo sia importante offrire sì qualità, prestando un servizio, ma anche un sorriso non guasta; dedicare alle persone un po’ di tempo per parlare fa anche di questa mia attività attuale, una specie di lavoro di cura del prossimo». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google